• Surf Expo 22^ edizione

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  • STARVIE, LA FABBRICA DOVE I “SOGNI” DIVENTANO REALTA’

    STARVIE, LA FABBRICA DOVE I “SOGNI” DIVENTANO REALTA’

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Gli atleti

Gregorio Paltrinieri

Il Predestinato.

Praticamente direttamente dalla culla, a soli 3 mesi già in vasca per volere dei propri genitori, gestori di impianti natatori. A 8 anni già le prime gare. Gregorio Paltrinieri, ventisettenne di Carpi nel modenese, ha cominciato a giocare da piccolo a calcio, poi il basket vera passione da sempre per il Greg che è tifosissimo dei New York Knicks. Nuotatore italiano specializzato nello stile libero, campione olimpico in carica dei 1500 m stile libero, distanza di cui detiene anche il record europeo in vasca lunga e il record mondiale in vasca corta. Ha vinto praticamente tutto, 4 mondiali, 11 Europei, Universiadi, Giochi del Mediterraneo e ben 27 titoli italiani. La carriera di Gregorio cominciò nella rana, che rimase la sua specialità sino ai 12 anni. Successivamente, complice lo sviluppo fisico e la notevole statura dei suoi 1.91 cm., passò allo stile libero. Gareggia per la società Coopernuoto e dal 10 luglio 2012 anche per la squadra della Polizia di Stato. Il suo modello è l'australiano Ian Thorpe che vide per la prima volta in televisione alle Olimpiadi di Sydney 2000 quando vinse tre ori e due argenti

La competizione nel Dna, l'atleta azzurro ha fatto della sua sana ambizione sportiva, un vero must. Sorridente e sempre disponibile nella vita privata, durante le gare, ha sempre "confessato" di provocare gli avversari, a volte insultandoli tra una bracciata ed un'altra, al fine di fargli perdere quel centesimo che può valere l'Olimpo.

 

 

Laura Rogora

Ho già calcolato la mia Olimpiade.
 
Sempre più in alto. Fino a lassù a raggiungere la vittoria, dove vedi tutti piccoli piccoli. 
Laura Rogora, ventenne romana, figlia di matematici accademici, anche lei ha cominciato a studiare la materia. E sicuramente il percorso sarà più facile da calcolare .
E' un punto di riferimento per le arrampicatricitaliane, sia in outdoor su roccia, a contatto con la natura, che indoor, dove le gare sono sempre più agguerrite.
Uno sport che piace ed affascina tutti e conquisterà tanti nuovi appassionati nella manifestazione olimpica.
Un paese, il nostro, circondato dalle montagne e sempre luogo di riferimento per i praticanti di tutto il mondo. Laura primeggia nelle competizioni di difficoltà, boulder e speed, l'arrampicata in falesia e il bouldering.
Dal 2015 inizia a partecipare alle competizioni di Coppa Europa giovanile di arrampicata sia nella lead che nel boulder. Nel 2015, nella categoria Youth B, vince una tappa nella lead. Nel 2016, sempre nella categoria Youth B, vince due tappe nel boulder e una nella lead. Nel 2017 e nel 2018, nella categoria Youth A, vince tre tappe nella lead.

Nel Campionato del mondo giovanile di arrampicata diviene campionessa della lead nel 2016 e medaglia d'argento nel 2018.

Il 22 agosto del 2020 arriva il primo oro mondiale nella massima categoria, con la vittoria della Coppa del Mondo di Lead a Briançon.

A livello italiano ha vinto il Campionato italiano lead di arrampicata nel 2015 e del 2016 e il Campionato italiano boulder di arrampicata, sempre nel 2015 e 2016.

Il 22 agosto 2020 conquista il primo posto durante la coppa del mondo di lead a Briancon aggiudicandosi il titolo di campionessa del mondo.

 

Ivan Zaytsev

Uno Zar alla conquista del Giappone.


Un russo di Spoleto. Ivan Zaytsev è il simbolo della pallavolo italiana. Un leader incontrastato. Nel ruolo di opposto, occasionalmente schiacciatore ed ex palleggiatore, è tornato a giocare dopo tanti anni nel paese Natale dei genitori con lo Kuzbass. Nato in uno delle città più belle dell'Umbria, l'atleta Azzurro ha dato lustro e blasone alle recenti vittorie della Nazionale.

Un giocatore che va oltre alla rete del campo, essendo sempre molto attento alle tematiche politiche sportive e sociali. A novembre 2016, partecipa con la moglie alla campagna promozionale per la raccolta benefica promossa dalla Fondazione Banco Alimentare e a marzo 2017, diviene ambasciatore e testimonial italiano del Programma alimentare mondiale. Dopo aver girato in lungo e largo il nostro Paese, portando successi e trionfi in ognidove, lo Zar è un'icona di questo sport, riconosciuto da tutti come la bella immagine di questo gioco.

Figlio del pallavolista sovietico campione olimpico Vjačeslav Zajcev e della nuotatrice Irina Pozdnjakova, Ivan, durante la sua infanzia, per seguire l'attività sportiva del padre, si sposta con la sua famiglia in diverse parti d'Europa. Inizia a praticare la pallavolo a 7 anni a San Pietroburgo, trasferendosi poi per un anno a Belgorod. Nel 1998, all'età di dieci anni, ritorna in Italia insieme alla famiglia.
Dopo aver acquisito la cittadinanza italiana nel 2008 viene convocato in Nazionale, con la quale vince l'oro ai Giochi del Mediterraneo XVI Giochi del Mediterraneo. Nel 2011, con gli Azzurri, vince l'argento al campionato europeo, mentre nel 2012 conquista la medaglia di bronzo ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra.

Nel 2013, vince la medaglia di bronzo alla World League, bissata anche nell'edizione 2014, e alla Grand Champions Cup e quella d'argento al Campionato Europeo.

Nel 2015 vince la medaglia d'argento alla Coppa del Mondo e quella di bronzo al Campionato Europeo.

Ai Giochi della XXXI Olimpiade di Rio de Janeiro conquista la medaglia d'argento. Ora, tutti gli occhi puntati sul Giappone, dove Lo Zar ha sempre detto di amare e di sentirsi come a casa. Buon per noi.

 

Alessia Maurelli

La Farfalla torna a volare.

La storia di Alessia Maurelli rappresenta perfettamente la bellezza e la crudeltà dei giochi Olimpici. Un Evento in cui le Farfalle tricolori hanno sempre fatto la loro parte, molto bene. Quando ti alleni ogni benedetto giorno per 8/9 ore per 4 anni, questa volta 5, ed in un centesimo di secondo riesci a toccare le stelle o sprofondare nel buio delle stalle. La venticinquenne ginnasta Azzurra, ha ancora da smaltire quella profonda amarezza che le fece perdere il podio a cinque cerchi per un nulla. Un quarto posto che ancora brucia, molto, troppo e che possa essere quel pungolo per raggiungere la medaglia tra pochi mesi. Una carriera, quella della ginnasta, molto breve ma che ha avuto inizio per Alessia all'età di soli 9 anni provando la danza classica, il nuoto e la ginnastica artistica. Ma galeotta una spaccata fatta perfettamente ed un ponte magistrale che indirizzarono l'Azzurra verso la ritmica. 
La torinese è la capitana della Nazionale di ginnastica ritmica dell'Italia e aviere capo del Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare. Complessivamente ha partecipato a 1 edizione dei Giochi Olimpici (Rio 2016), 5 dei Campionati mondiali, 3 dei Campionati europei e a 2 dei Giochi Europei. Tra i tanti titoli ottenuti, è stata 3 volte Campionessa del Mondo nel 2015, 2017 e 2018 e campionessa d'Europa nel 2018. Il complessivo di 79 medaglie conquistate in gare internazionali ufficiali la rendono una delle ginnaste più medagliate in assoluto nonché uno degli sportivi italiani più medagliati di sempre.

 

Erika Piancastelli

Un Diamante è per sempre.
 
Un grande ritorno quello del Softball. Dopo Londra 2012 e Tokyo 2016, torna ad essere sport olimpico dopo ben 13 anni.  Ed è giusto celebrarlo alla grande con una squadra tricolore femminile che farà sicuramente la sua parte. La stella Azzurra è senza alcun dubbio la Capitana della Nazionale Erika Piancastelli, la bella del Diamante. Nata a Modena il 20 giugno 1996, si è trasferita in America con la famiglia all’età di 5 anni diventando piano piano una stella di questo bellissimo sport, riuscendo a mettersi immediatamente in mostra per il suo immenso talento. Figlia d'arte, Pier Piancastelli ha giocato in A1 di baseball a Modena e Loredana Auletta ha disputato oltre 300 partite in A1 e 61 in azzurro, facendo parte della spedizione italiana a Sidney 2000. Cresciuta in California, dopo aver provato quasi tutti gli sport, Erika a soli 7 anni si innamora del gioco. La conquista delle basi diventerà il principale obiettivo di Erika. Il fatto di essere parte integrante di un gruppo, che gioca e lotta per raggiungere un unico obiettivo, è la miccia che fa nascere il fuoco dentro. L'Azzurra, ora in forza a Forlì, è stata infatti due volte All American e quattro volte Player & Hitter of the Year. Ha stabilito ben 20 record nel corso della sua carriera con le Cowgirls, la squadra di softball della McNeese University di Lake Charles in Louisiana, che hanno poi deciso di omaggiarla ritirando la sua maglia co numero 16, che adesso campeggia fuori dal campo da gioco del Team.

 

Giorgia Villa

Le fate ed il loro sogno olimpico.

 

Capitana mia capitana. Una bandiera per Le Fate tricolori. Appena uscita da un lungo periodo di quarantena forzata e dalla perdita per il Covid dei suoi amati nonni,
Giorgia Villa è un'atleta che ha dedicato la sua giovane esistenza nella promozione e divulgazione dello sport che ama tantissimo. La sua vera missione è quella di trasmettere il suo amore per la disciplina alle bambine del nostro Paese. 18 anni vissuti all'insegna della passione per la ginnastica, avendo iniziato a soli 3 anni ad allenarsi quotidianamente e dovendo lasciare la sua Ponte San Giorgio, nel bergamasco, per trasferirsi a Brescia definitivamente. Nella città della Leonessa, Giorgia è riuscita a trovare grazie alla professionalità degli allenatori e all'amicizia con le compagne, la strada da percorrere. Legatissima alla squadra, è diventata leader di un gruppo affiatatissimo che persegue un solo obiettivo, la vittoria. Trave, corpo libero e parallele, Giorgia è una vera e propria testimonial del movimento della ginnastica artistica. Attivissima sui social network, cerca di trasmettere attraverso le tante foto postate, la gioia e la leggerezza che prova e quando è in gara.
Volto conosciuto anche grazie a degli spot televisivi, la ginnasta lombarda, ha vinto la medaglia di bronzo a squadre ai Campionati mondiali di Stoccarda 2019.

Nel 2018 è stata campionessa europea junior[1] e campionessa olimpica ai Giochi Olimpici Giovanili

 

Filippo Ganna

Pedalando verso l'oro.

Un altro orgoglio per il nostro Paese. Il ragazzo venticinquenne di Verbania, cresciuto guardando il Lago Maggiore, è un astro nascente del nostro ciclismo, genio del pedale. Un palmàres da brividi, ha iniziato da piccolissimo macinando chilometri nel giardino di casa e facendo danni al prato consumato da giornate intere in sella al triciclo. Dopo aver assaporato il sapore degli sport di squadra, Filippo Ganna si dedica completamente alla bici. Messi da parte i libri e lo studio, l'atleta piemontese, cresciuto a pane e sport, comincia ad intraprendere un percorso di crescita che lo porterà a dedicare la vita in funzione di avvisare, prima degli altri, lo striscione del Traguardo. Abituato alla gestione della fatica, possente ed elegante, fa della tattica durante la gara il suo fiore all'occhiello.
Ciclista su strada e pistard italiano che corre per il team Ineos Grenadiers. Professionista su strada dal 2017, è un passista specializzato nelle prove a cronometro: in questa specialità è stato Campione nazionale nel 2019 e 2020, medaglia di bronzo mondiale nel 2019 e d'oro nel 2020; ha inoltre vinto quattro tappe al Giro d'Italia 2020, tre delle quali a cronometro. Su pista si è invece laureato quattro volte Campione del Mondo di inseguimento individuale, nel 201620182019 e 2020, e detiene, con 4'01"934, il record del Mondo di specialità.

 

Filippo Tortu

Prova a prendermi.

Impersonifica il titolo del film di Steven Spielberg, una vera e propria filosofia per Filippo Tortu, l'italiano più veloce di sempre. Primo italiano capace di scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri piani. La velocità rappresenta tutta la sua vita per il 23enne milanese. Ogni allenamento ed in ogni gara ha il solo obiettivo di migliorare se stesso ed i suoi record. Pochi decimi che nella vita di tutti i giorni rappresentano un battito d'ali, nell'atletica significano vittoria o sconfitta, trionfo o fallimento. La fretta è nemica del bene, ripete sempre l'atleta delle Fiamme Gialle, che ha avuto come mentore e suo allenatore il padre. Un papà che è stato il vero artefice della crescita agonistica ed umana della carriera di Filippo. Uno sportivo a 360 gradi, tifosissimo della Juventus, ha praticato tante discipline, ma l'amore verso la corsa nacque quando da piccolo passava giornate intere a vedere le videocassette in bianco e nero delle Olimpiadi di Roma. Uno studioso d'atletica che sognava il suo futuro, guardando i filmati delle imprese di Livio Berruti e Pietro Mennea. Annoverato tra i migliori velocisti della sua generazione, detiene le migliori prestazioni italiane under 18, under 20 e under 23 dei 100 metri piani, specialità in cui è stato campione europeo under 20 a Grosseto 2017 e vice-campione mondiale under 20 a Bydgoszcz 2016. Sui 200 metri piani detiene invece il quarto tempo italiano di sempre con 20"34. A Tokyo si confronterà con gli uomini più veloci al mondo che sul tartan non corrono, ma volano.

 

Frank Chamizo

Un cubano che lotta per il Tricolore.

Nello sport come nella vita. Conta solo vincere, il secondo posto è per i perdenti. E la medaglia di bronzo di Rio 2016, un trionfo per gli altri, è un'onta ancora da superare per l'Azzurro. Ha voglia e possibilità di rifarsi dopo 5 anni a Tokyo 2021. Nato a Cuba, da padre statunitense e madre spagnola, Frank Chamizo è cresciuto con la nonna. Nel 2015 ha ottenuto la cittadinanza italiana in seguito al matrimonio avvenuto nel 2011 con Dalma Caneva, anche lei lottatrice, figlia del tecnico della nazionale Lucio Caneva e sorella del lottatore Aaron Caneva. Specialista della lotta libera, disciplina in cui ha rappresentato l'Italia ai mondiali a Las Vegas nel 2015, vincendo la medaglia d'oro, e alle Olimpiadi di Rio, dove ha conquistato il terzo scalino del podio a cinque cerchi battendo lo statunitense Frank Molinaro.
Una passione per la lotta nata sin da piccolo quando si presentò da solo in una palestra e chiese di potersi allenare. Tante scarpe consumate per arrivare a piedi agli allenamenti ogni giorno. Ha intrapreso questa avventura senza l'aiuto di nessuno e "rubando" il documento alla nonna per poter iscrivere alla sua prima gara. Un'adolescenza cresciuta ad allenarsi in palestra per disputare mille competizioni sui tappeti di tutte le palestre caraibiche e con un unico obiettivo vincere. Tutta l'energia di un ragazzino cresciuto per le strade di Cuba diventava forza per mettere al tappeto l'avversario di turno. Da sempre orgoglioso ed onorato di rappresentare l'Italia nel mondo, dovrà vedersela a Tokyo  con i fortissimi americani e russi, ma Frank è pronto a conquistare quello che perse in Brasile.

 

Simona Quadarella

Una vita per il Nuoto.

Ecco te per esempio. Svegliarsi a 13 anni alle 5.00 di mattina per nuotare ogni giorno fino alle 7.30 e poi andare direttamente a scuola.
E quando tutti tornano a casa per l'agognato riposo, di nuovo a tuffarsi in vasca per tutto il pomeriggio. Questo fa capire cosa ci può essere dietro ad un successo, che si tinge di trionfo, per la campionessa romana, della Canottieri Aniene. Nipote d'arte, con il nonno che nuotava d'estate nel limpido mare a Siracusa, al padre che con la sua passione per il nuoto gli ha trasmesso l'amore per questa disciplina. Nell'acqua a soli 6 anni, ha interpretato questo bellissimo Sport con enormi sacrifici ed un saggio equilibrio con cui ha portato Simona a primeggiare nella sua gara preferita, quella dei 1.500. Mai stata una velocista, con l'esperienza ha trovato quel passaggio in vasca che la fatica diventa consapevolezza di poter vincere ogni gara.
Una carriera incredibile fatta di tante vittorie, moltissimi successi ed una sola caduta. L'esclusione dalle Olimpiadi di Rio 2016 rischiò di fermare l'incredibile ascesa della 22enne capitolina. Il mancato pass per il Brasile fece cadere azzurra è in un tunnel nero ma Simona, fece suo il vecchio adagio che racconta che solo chi cade può rialzarsi. E la rinascita è stata incredibile. Il palmares della nuotatrice azzurra è da guiness dei primati. Specializzata nello stile libero, vanta sei ori ai Campionati europei (400m, 800m e 1500m stile libero), dove si è affermata sia a Glasgow 2018 che recentemente a Budapest 2021 con 3 ori ed 1 bronzo. A livello mondiale ha vinto tre medaglie, di cui una d'oro, nei 1500m stile libero, conquistata ai Campionati mondiali di Gwangju 2019, dove ha anche stabilito il primato italiano (15'40"89).

È, inoltre, bicampionessa e detentrice dei relativi record della manifestazione sulle distanze degli 800 m e dei 1500 m stile libero conseguiti all'Universiade di Taipei 2017.

È la prima nuotatrice italiana ad aver vinto una medaglia d'oro ai Giochi olimpici giovanili estivi di Nanchino 2014 negli 800 m stile libero.


Larissa Iapichino

Volere volare.

Figlia d'arte. L'amore per lo sport è un'eredità che ha cominciato ad apprezzare fin da bambina. Larissa Iapichino, ventunenne fiorentina di Borgo San Lorenzo, ha provato tanti sport da solista perchè alla nostra Campionessa, piace essere l'unica responsabile del suo destino in gara. Si vince o si perde deve dipendere solo ed esclusivamente da lei. Non gli sono mai piaciuti gli sport di squadra, perchè ha una mentalità vincente e non ha mai sopportato di giocarsi la partita con un compagno che per quel punto in più non si sarebbe venduto anche la casa. Lei si, vuole primeggiare. Inizia con il nuoto da piccina, il vernacolo toscano scorre nelle sue vene, ma è troppo noioso, passa per ben 8 anni alla ginnastica artistica, ma si ferma quando comincia a capire che la sua passione per la pedana si scontrava con la paura di farsi male. Ed arriva la vera passione per l'atletica e dopo tante riflessioni sceglie quello che la rispecchia di più. Messa da parte la corsa agli ostacoli, si butta anima e cuore al salto in lungo. Il rosso del tartan entra prepotentemente nella sua quotidianità. Figlia di due atleti internazionali, la lunghista italo-britannica Fiona May e l'astista Gianni Iapichino, Larissa si impose all'attenzione generale a soli 16 anni durante il campionato italiano allievi 2019 di Agropoli, quando saltò 6,64 m, miglior prestazione mondiale stagionale under 20 e tra le dieci migliori prestazioni italiane di sempre[.

L'8 febbraio 2020, ai campionati italiani juniores indoor di Ancona, ritoccò il suo primato indoor portandolo a 6,40 m. Il 16 luglio successivo a Savona, due giorni prima della sua maggiore età, Iapichino saltò 6,80 m, seconda miglior prestazione italiana di sempre dopo quella di sua madre Fiona May.

Nel frattempo arruolatasi in Guardia di Finanza a novembre 2020 ed entrata a far parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, il 20 febbraio 2021 agli assoluti indoor di Ancona ha saltato la misura di 6,91 m, che eguaglia l'analogo primato al coperto conseguito da sua madre e costituisce inoltre il nuovo record mondiale under 20.

 

 

Ivan Federico

 

Lo Skate entra nell'Olimpo.

Un battesimo d'oro. Una vittoria che profuma di libertà. Per la prima volta nella storia all'Olimpiade di Tokyo si gareggerà per centrare una medaglia iridata. Un successo che ha valore anche sociale, i ragazzi che adorano skateare nelle nostre città non verranno più additati dai benpensanti, preoccupati che si possa rovinare un marmo o una panchina. Quei giovani da oggi, sono veri atleti, che si giocano la gloria a cinque cerchi. Il nostro orgoglio si chiama Ivan Federico, torinese di Caluso, ventiduenne, è senza alcun dubbio lo skater italiano più forte di sempre, che impersonifica quella disciplina nata negli USA nel Secondo Dopoguerra. Salito sulla tavola da skateboard, all’età di soli 4 anni, ha capito in fretta quale fosse la sua più grande passione. Ivan Federico è un autodidatta, cresciuto agonisticamente nei sobborghi della sua Torino. Il suo motto è «Do It Yourself». Una vita intera, accompagnato dai genitori, a rincorrere il suo sogno nei parchi di tutte le Capitali europee per vincere quella medaglia, che potesse dare un senso ai grandi sacrifici di mamma e papà. Perchè, nostro malgrado, in Italia, solo negli ultimi anni sono cominciati a nascere dei parchi ad hoc per gli skaters. Nel 2016, alle finali di Malmö in Svezia, Ivan, unico europeo in gara, è giunto terzo.
 Vanta svariate presenze agli X-Games e al Dewtour e, dal 2015 compete nelle Vans Park Series, la Coppa del Mondo di park skateboarding.
 Vincendo due tappe in Australia e Canada, nel 2017 ha chiuso al primo posto le World Qualifying Series.Nel 2019 ha conquistato la tappa di Minneapolis degli X-Games, primo in Italia a riuscire nell’impresa. A Tokyo, le specialità del “park” e dello “street” skate completeranno finalmente il passaggio da fenomeno di costume destrutturato a vera e propria disciplina sportiva.

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