MODALITA’ CORONAVIRUS 

di Paolo Cecinelli

 

Tempi duri, durissimi per lo sport italiano. Andiamo in stampa alla vigilia dell’annuncio di una decisione storica che purtroppo verrà ricordata: vogliono fermare lo sport ma per il momento nessuno si prende la responsabilità di farlo. Navighiamo a vista con la speranza di vedere presto la fine di tutto ciò. Non sappiamo neanche a che punto siamo del tunnel. All’inizio, a metà? Di certo non vediamo l’uscita. Non ci resta che attenerci alle disposizioni governative e rispettare le norme che ci sono state suggerite per limitare il contagio: lavarsi le mani, usare disinfettanti e rimanere a casa il più possibile. 

La seconda giornata della Serie A di Padel è stata giocata a porte chiuse, niente interviste a giocatori e tecnici. Ovviamente non era mai successo. Ne parliamo con Gianfranco Nirdaci coordinatore e responsabile del Padel per la FederTennis:

“E’ stato un colpo al cuore. Siamo tutti dispiaciuti, ci siamo adeguati alle disposizioni che abbiamo ricevuto ma certo è stato doloroso. Molto. Il pensiero va ad un anno fa, l’edizione sicuramente più spettacolare di sempre che ha registrato un’affluenza di pubblico mai vista prima. La Serie A genera tanto movimento. I circoli sono strutturati sempre meglio. Parlare di sport davanti a tutto questo è difficile. Le federazioni devono seguire le normative. Si cerca comunque di programmare e riprogrammare, facendo ipotesi ma la situazione è molto chiara. Tragica. Sono state chiuse le palestre, i circoli e ovviamente gli spogliatoi per evitare contatti. La situazione la seguiamo in diretta sui telefonini giorno dopo giorno, ora dopo ora. E’ inutile nascondersi ma abbiamo paura. Il rischio di contagiare e essere contagiati esiste.”

Sono stati già annullati parecchi eventi sportivi internazionali. Sarà comunque il calcio a regolare tutto il resto dello sport ma questi provvedimenti riguardano partite ufficiali, nessuno può limitare però gli allenamenti che si svolgono dentro un centro sportivo. Nessun provvedimento può impedire ad un atleta di andare a correre all’aria aperta. I campi di Padel in genere sono aperti. Come ci si deve regolare?

“Ci saranno norme precise che dobbiamo rispettare senza trovare scorciatoie. Bisogna limitare gli spostamenti, evitare contatti. E’ un sacrificio ma dobbiamo farlo nel rispetto di chi ci sta vicino. Ci vuole buon senso. Dobbiamo avere fiducia ed essere positivi come soltanto chi ha fatto sport può esserlo. Non si entra mai in campo per perdere.”

Ogni giorno che passa ci convinciamo che purtroppo l’epidemia non passerà velocemente e tra un mese e mezzo ci sono gli Internazionali d’Italia con le finali della Serie A…

“E’ vero ma in Cina ha cominciato a regredire, non riesco a essere negativo. In questo momento mi sento più un tifoso che un dirigente. E come appassionato spero possa risolversi tutto in tempo.”