Salute

Cyberbullismo: cos’è?

Pericoloso e sempre più attuale, va combattuto in modo netto non solo dalle istituzioni ma soprattutto dalle stesse famiglie che spesso non riescono ad interagire con i propri figli intimoriti da quello che potrebbe accadere dopo….

Il cyberbullismo, un vero incubo per gli adolescdenti, consiste nell'utilizzare la tecnologia (sms, email, blog) per compiere atti di molestia, impaurire, creare imbarazzo, vergogna...e le modalità con cui tutto ciò può accadere sono molteplici.
N. Willard, direttore del Center for Safe and responsible internet use ha infatti individuato varia forme di cyberbullismo, ecco quali sono le principali:
Exposure: rivelare sul web informazioni della vita privata e intima di una persona;
Esclusion: esclusione volontaria di un individuo da una chat o gruppo;
Harassment: insulti (molestie) che avvengono mediante ripetuti messaggi;
Cyberstalking: minacce alla propria vita e denigrazioni continue con lo scopo di terrorizzare la vittima;
Trickery: conquistare la fiducia di un individuo per rivelare pubblicamente situazioni e confidenze private;
Mascherade: furto d'identità o utilizzo di profili falsi per spedire sms o pubblicare contenuti offensivi e denigratori;
Put-downs: postare su vari blog o inviare mail o messaggi a più persone con lo scopo di distruggere la reputazione di un soggetto;
Cyberbashing: videoregistrare l'aggressione reale ad un soggetto e pubblicarla sul web;
Flaming: messaggi online offensivi e denigratori rivolti ad una o più persone.
Spesso questi comportamenti sono accompagnati da concreti atti di bullismo e aggressione fisica, altre volte rimangono invece esclusivamente nel web.
I dati a nostra disposizione ci consentono di affermare che, nella maggioranza dei casi, la vittima conosce il suo aggressore o perché appartiene al proprio contesto scolastico o al quartiere o ai luoghi di abituale frequentazione; colui che aggredisce raramente e’ una singola persona, spesso fa parte "del branco-del gruppo”.
E’ però, importante soffermarci sulle conseguenze che hanno questi atti di violenza e abusi.
Le minacce e le offese creano una forte pressione psicologica sulla persona che la subisce provocando un significativo abbassamento dell’autostima, della fiducia nelle proprie capacità, con aumento dell’ansia, forte depressione oltre alla diminuzione del rendimento scolastico o lavorativo.
Nel cyberbullismo l'aggressore riesce a rimanere anonimo e quindi la vittima subisce l'aggressione senza poter far nulla.
Si può solo subire le offese e la diffusione on line delle informazioni che la riguardano, con la considerazione che non c'è alcun confine territoriale; ciò che è stato messo in rete non solo non può essere cancellato ma, al contrario, può essere riascoltato, rivisto e riletto rinnovando costantemente la sofferenza della persona coinvolta.
E’ molto difficile individuare una situazione di cyberbullismo poiché le persone coinvolte hanno paura di rivelare ciò che sta succedendo e quindi per un genitore, un familiare o un insegnante e’ veramente difficile capire.
Quali possono essere dei segnali utili per un genitore?
Sicuramente è importante cogliere se ci sono stati cambiamenti nella quotidianità e nella personalità del proprio figlio, notare se c'è un'aumentata irritabilità, frequenti ed improvvisi cambiamenti d'umore e maggiore chiusura in se stessi.
Prestare attenzione ad un improvviso calo del rendimento scolastico; se compare l' evitamento di situazioni di gruppo incluso il non voler andare a scuola e una significativa diminuzione delle frequentazioni amicali. Possono essere indicativi anche alcuni sintomi fisici quali frequenti mal di pancia e/o testa e disturbi del sonno.
Quali sono invece i segnali utili agli insegnanti ?
E’ importante valutare se c'è accanimento, esclusione e ostilità da parte del gruppo classe nei confronti di un singolo alunno. Notare se ci sono dei significativi cambiamenti sia nel comportamento che nel rendimento scolastico e un aumento delle assenze scolastiche. E’ sempre consigliabile favorire un clima di dialogo, di apertura e di "messa a proprio agio” senza dare spazio al giudizio e alla critica.