10 cose che non sai di Roberto Benigni

di Elena Oddino

 

 

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Roberto Benigni non è solo un premio Oscar del cinema internazionale, ma è anche un Oscar dal punto di vista umano. Intelligente, saggio e creativo, positivo e profondo, uno che in ogni occasione sa tenere la barra dritta sui buoni sentimenti, la tolleranza, i diritti ed il rispetto per gli altri. Innamorato della Democrazia e della nostra Costituzione che non perde mai l'occasione di proteggere, da istrione, in teatro, in tv o nei suoi film. Attore, regista, comico, regista, sceneggiatore, e cantautore, Benigni non ha profili social, non ama i riflettori né è solito dare interviste. Scorpione, 1.68 di statura, da 42 anni legatoalla stessa donna, Benigni è un uomo riservato e speciale. Volete conoscerlo meglio? Ecco 10 cose di lui che certo non sapete.


Origini
Roberto Benigni nasce il 27 ottobre 1952 a Manciano La Misericordia, una frazione di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo. Il papà Luigi (1919-2004) e la mamma Isolina Papini (1919-2004) sono entrambi contadini e Roberto è il più giovane dopo le sorelle Bruna (1945), Albertina (1947) e Anna (1948). Allegro ed espansivo sin da piccolo, si trasferisce nel 1958 con la famiglia aPrato dove risiederà sempre.


Studi
Dopo essersi iscritto in un seminario fiorentino, Roberto presto lo abbandona e, dopo l' alluvione del 4 novembre 1966, decide di finire gli studi all'Istituto tecnico commerciale Datini di Prato, ottenendo il diploma di ragioniere. La sua vera passione è da sempre lo spettacolo, ma anche se da giovane non ha fatto l'Università, Roberto ha poi avuto anni dopo la sua rivincita. Ed oggi vanta 9 lauree honoris causa ottenute in Italia e un dottorato in legge avuto dall’Università di Toronto, in Canada.


I valori di famiglia
Benigni ha sempre detto di essere molto affezionato alle sue origini, agli insegnamenti e ai valori che gli sono stati trasmessi dai suoi genitori, come il vivere con umiltà. In occasione di uno dei suoi spettacoli disse: “I miei genitori mi hanno fatto il regalo più grande: la povertà. Nella nostra miseria, eravamo principi. Dormivamo tutti insieme in un letto, ma il mondo ciapparteneva. È la povertà che ti rende ricco, perché quando appartieni al mondo, il mondo ti appartiene. I miei genitori non sapevano né leggere né scrivere, ma mi hanno insegnato che, anche nella mancanza, si può vivere con bellezza e dignità”.


Carriera
Dopo alcune esperienze nei teatri locali, il debutto nel mondo dello spettacolo arriva nel 1971 nella commedia “Il renudo”, regia di Paolo Magelli. Poi a Firenze con l’attore Marco Messeri porta in scena vari spettacoli durante gli anni ’70 e quindi si trasferisce a Roma. Nel 1975 incontra il regista Giuseppe Bertolucci che scrive il monologo “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, interpretato dallo stesso Benigni e dal quale Bertolucci trarrà poi la pellicola “Berlinguer ti voglio bene” in cui Roberto Benigni sarà attore e sceneggiatore. Poi arriva il Festival di Sanremo nel 1980 epoi nel 2002 con Pippo Baudo. E da allora sarà un crescendo con tanti film famosi. Da “Il piccolo diavolo” a “Johnny Stecchino”, “Ilmostro”. Fino alla fama internazionale nel 1997 con “La vita è bella” che gli varrà l'Oscar. Seguiranno altre grandi pellicole come “La tigre e la neve” (2004), e il film di Woody Allen “To Rome with Love”. E nel 2021, alla 78 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, riceve il Leone d’oro alla carriera.


L' incontro con l'amore
Roberto e Nicoletta si erano incontrati a Roma nel 1983, durante le riprese del film "Tu mi turbi". E da allora non si sono più lasciati. “La prima volta che ti ho vista ricordo che emanavi talmente tanta luce che ho pensato che nostro Signore, facendoti nascere, avesse voluto adornare il cielo di un altro sole” ha detto una volta Roberto, in pubblico, rivolto alla moglie. “È stato proprio quello che si dice un amore a prima vista, anzi a ultima vista, anzi a eterna vista”. Il 26 dicembre del 1991 la coppia si è sposata, con una cerimonia privata, nel Convento di clausura delle Suore Cappuccine a Cesena, città natale di lei. Da quel momento l'attrice sarà presente in tutti i film diretti dal marito.


Nicoletta Braschi
È nata a Cesena il 19 aprile del 1960, attrice e produttrice cinematografica, è conosciuta soprattutto per il lavoro fatto con il marito Roberto, con cui ha raggiunto l'apice del successo interpretando Dora nel film premio Oscar “La vita è bella”. Lei si era trasferita a Roma per studiare all’Accademia di Arte Drammatica, e lui andava a prenderla tutti i giorni. Dopo le lezioni, andavano al cinema, si prestavano libri, facevano lunghe chiacchierate. Per Roberto la vita si misura in “prima” e “dopo”
Nicoletta. I due non hanno figli e si adorano. Quando il regista vinse nel 2021 a Venezia il Leone D’oro alla carriera, lo dedicò dal palco a Nicoletta. “Facciamo tutto insieme da quarant'anni”, le disse, “questo
premio ti appartiene, lo dedicherai tu a chi vorrai. Io mi prendo la coda per muovere l’allegria, le ali sono tue. Perché se qualche volta nella vita ho fatto qualcosa, ho preso il volo, è stato grazie a te, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice”.


Patrimonio
Il patrimonio di Benigni, secondo alcune stime, comprende molte proprietà immobiliari e le azioni della società di produzione Melampo Cinematografica, al 50% con la moglie. La testata “People Money” l'ha messo al primo posto tra i 10 attori italiani più pagati, stimando che avrebbe un patrimonio di 58 milioni di dollari. Nel 2019 Forbes aveva indicato Benigni come un attore da 245 milioni di dollari, più ricco di Monica Bellucci e Sophia Loren.


La condanna in Vaticano
Nel 1990 Benigni si riferì scherzosamente a Papa Giovanni Paolo II con l'appellativo "Wojtylaccio". La definizione suscitò polemiche e dibattiti in Parlamento, e l'attore subì un processo in Vaticano accusato di vilipendio di un Capo di stato straniero. Benigni fu condannato ad un milione di lire di multa e un anno di reclusione con sospensione condizionale della pena. Ma quando in seguito incontrò Papa Wojtyla, confessò poi Benigni, il Papa neanche si ricordava di quel “Wojtylaccio”.


Passioni
Benigni adora la cucina italiana e soprattutto la famosa “Cacio e pepe” a cui ha dedicato persino una poesia. Benigni è un appassionato lettore, interprete a memoria e commentatore della
Divina Commedia di Dante Alighieri. Da divulgatore ha recitato il Canto degli Italiani, i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, e i Dieci comandamenti biblici, ottenendo grande successo.


L'amore e la felicità
Due sentimenti che devono muovere l'animo e la vita di ogni uomo, a cui Benigni ha dedicato due monologhi famosi. “Il problema fondamentale dell’umanità da 2000 anni è rimasto
lo stesso… amarsi” ha detto il regista. “Solo che ora e diventato piú urgente, molto piú urgente, e quando oggi sentiamo ancora ripetere che dobbiamo amarci l’un l’altro, sappiamo che ormai non ci rimane molto
tempo. Ci dobbiamo affrettare. Affrettiamoci ad amare. Noi amiamo sempre troppo poco e troppo tardi. Affrettiamoci ad amare. Perché al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore”. E sulla felicità: “Cercatela, tutti i giorni, continuamente, anzi chiunque mi ascolti ora si metta in cerca della felicità ora, in
questo momento perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi. Ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli, ce l’hanno data in regalo in dote, ed era un regalo così bello che lo abbiamo nascosto, come fanno i cani con l’osso quando lo nascondono, e molti di noi l’hanno nascosto così bene che non sanno dove l’hanno messo, ma ce l’abbiamo”.