Perché Roma non può essere come Berlino. Sportivamente. 

 

Tante discipline, enorme seguito. La Capitale tedesca eccellenza nello sport professionistico.

Interessi personali. Vado spesso a Berlino perché ci vive da qualche anno una delle mie figlie. Ed ogni volta che passo dei giorni nella Capitale tedesca trovo l'occasione per andare ad assistere a degli Eventi sportivi. Dal punto di vista generale queste visite germaniche mi hanno fatto sfatare tanti falsi miti sulla vita all'ombra di Alexander Platz, in diversi settori siamo avanti noi italiani anni luce, in altri dobbiamo solo stare a guardare ed imparare. Con il welfare sono semplicemente inarrivabili, per la cura ed assistenza alle giovani famiglie sono encomiabili ed i bambini sono al centro di tutto. Riguardo allo Sport, inteso sia come impiantistica sia come cultura popolare, noi italiani siamo ancora ai nastri di partenza ed i nostri amici d'oltralpe hanno già tagliato il traguardo da troppo tempo. A partire dai cosiddetti playground che trovi quasi ad ogni angolo di strada con tavoli da ping pong, canestri e porte da calcetto. Ma partiamo dal calcio, 2 stadi, il primo molto suggestivo ma piccolo, "Alla vecchia casa dei guardaboschi" è la traduzione del nome. 22.000 posti è nel mezzo di una foresta, dove si può accedere solo arrivando in bici o a piedi, con le iconiche tribune in curva ancora con i posti solo ed esclusivannte in piedi. Qui, esperienza personale, non ti fanno entrare se non indossi la maglia del Club che nella sua lunga storia dal 1906 ha sempre vissuto su un otto volante. Compagine dell'Est, dopo l'unificazione delle Germanie, ha combattuto non poco per ritrovare un posto nel calcio che conta. Ospita la Bundesliga con le gesta dell'Union Berlino, squadra divenuta negli ultimi anni la principale realtà calcistica della Metropoli, che rappresenta la dedizione e l'amore di una tifoseria che l'ha portata in questi ultimi anni ad alti livelli. La seconda, la mitica Hertha Berlino, ora in Bundesliga 2. Nonostante abbia vinto dal 1892 solo 2 campionati e non ne vinca uno dal 1931, ha un seguito incredibile che la porta a riempire ad ogni partita lo stadio simbolo dell'intera nazione, il mitico Olimpyastadion, 74.475 posti, testimone del periodo delle Grandi Guerre dove Jesse Ovens nelle Olimpiadi del 1936 vinse le storiche 4 medaglie davanti ad un impietrito Adolf Hitler che soffriva nel vedere un atleta nero trionfare nel suo Paese. A noi ricorda quella magnifica notte del 2006 quando vincemmo i Mondiali di calcio. Sembra una vita fa...Passiamo al secondo sport nazionale,  la Pallamano, qui ad ogni match riempono il loro Palazzetto, il Max-Schmeling-Halle, con oltre 9 mila spettatori. Le "Volpi di Berlino" entusiasmano gli appassionati dell'Handball. Sono stato ad assistere ad un paio di incontri ed è bellissimo ed emozionante vedere famiglie intere, da nonni a nipoti, con la maglia verde ufficiale, tifare con grande trasporto per una disciplina che, purtroppo, in Italia non hai mai preso piede. Qui, viene concepito, come il primo sport da insegnare a scuola, anche perché è possibile giocarlo tranquillamente in palestra o nei classici campetti da cortile eesterno. Obiettivo sulla Pallacanestro. L'Alba Berlino, sodalizio cestistico che prende nome dal 1991 dall'omonima azienda di smaltimento rifiuti che faceva da main sponsor, gioca nello splendido impianto dell'Uber Arena, a pochi metri dall'Est Side Gallery, quel che rimane del Muro divenuto simbolo della libertà dal 9 novembre del 1989 con il suo abbattimento da parte del popolo. 14.500 posti a sedere, sempre sold out, a prescindere che si giochi una partita di campionato o un big match di Eurolega. Tra una sfida sotto canestro e l'altra, arrivano le partite di hockey su ghiaccio con gli "Orsi Polari di Berlino" . Per "ammortizzare" l'organizzazione della sistemazione del campo da gioco disputano le sfide ogni 2 giorni, neanche a dirlo, sempre tutto esaurito con liste d'attesa per trovare un ticket per poter vedere il Disco correre sul ghiaccio. Insomma, qualunque sport venga fatto nella Città di Ampelman (l'omino che appare sui semafori) trova un pubblico entusiasta che riempe l'impianto. E poi c'è la Pallavolo, con gli invincibili orange della Società Charlottenburg Sport Club, denominati Berlin Recycling Volley, allenati dal nostro Andrea Anastasi, che giocano nello stesso campo della Pallamano, di fronte a fedelissimi supporters che celebrano le continue vittorie nei tornei nazionali, ben 16 vittorie consecutive negli ultimi campionati. Palazzetti e stadi accoglienti, arrivabili facilmente con metro e bici, offerte di ticketing per le famiglie con prezzi abbordabili, merchandising ovunque, food e beverage come se non ci fosse un domani, una marea di steward per qualsiasi esigenza, sono queste le ricette basi che portano i berlinesi a vivere la propria passione per le squadre sportive. Da noi, nella Città Eterna, dobbiamo combattere con impianti nati per Roma 1960 e progetti di stadio sulla carta da quasi 20 anni...e come diceva Toto'...ho detto tutto.