COME LE DIVISE DELLE SQUADRE DI CALCIO POSSONOESSERE USATE PER PROMUOVERE CAUSE SOCIALI EXTRA CAMPO

 

Le divise delle squadre di calcio sono diventate una presenza onnipresente, non solo negli stadi, ma anche nella cultura popolare e nella moda. Ad avvalorare ciò, basta guardare cosa è successo durante l’ultima sessione estiva di mercato, dove le due più grandi stelle del calcio contemporaneo hanno cambiato team.

Meno di 30 minuti dopo dalla comparsa delle prime foto di Lionel Messi con la divisa del Paris Saint Germain (nella foto in primo piano), le maglie con il suo nome sopra sono state completamente esaurite dallo store online della squadra. Allo stesso modo, dopo che c’è stata la conferma che Cristiano Ronaldo avrebbe avuto la jersey numero 7 per il suo ritorno al Manchester United, il portoghese ha fatto la storia sulla piattaforma di Fanatics, diventando l’atleta con la divisa più venduta di sempre nelle 24 ore dopo il trasferimento in un nuovo team.

La voglia da parte dei tifosi di avere una maglia, soprattutto con il nome di una star sopra, è sempre tanta. Ma per i club, oltre ad offrire ovvi vantaggi economici, ci può essere l’opportunità di sfruttare le divise per promuovere cause sociali che trascendono il campo di gioco, come la lotta contro il cambiamento climatico, la solidarietà e il valore dei diritti umani.

Con questo in mente, un numero sempre crescente di club ha incominciato ad intraprendere queste campagne, così SportsPro ha deciso di raccontare la storia di alcune di esse.

L’esempio più recente di alto profilo ha visto l’Arsenal, squadra della Premier League, rimuovere tutte le tracce di rosso dalla divisa casalinga, rivelando un look tutto bianco per la partita del terzo turno di FA Cup contro il Nottingham Forest come parte della campagna “No More Red”. L’iniziativa, sostenuta da Adidas, fornitore del club, mira a sensibilizzare la comunità di Londra sugli accoltellamenti e sostiene gli enti di beneficenza locali che lavorano per combattere la violenza giovanile.

Secondo i dati raccolti da SportsPro, sono stati più di 10mila gli accoltellanti, tra giugno 2020 e giugno 2021, nella capitale del Regno Unito e i numeri stanno ancora aumentando. Inoltre, Londra ha anche fatto registrare il più alto numero di morti tra gli adolescenti, spesso vittime di accoltellamento.

Nel tentativo di aumentare la consapevolezza del problema, l’Arsenal sta lavorando con l’attore Idris Elba e con Ian Wright, leggenda del club.

I Gunners vogliono far diventare la maglia bianca un “simbolo di positività” all’interno della comunità locale, con le 10 divise indossate durante la partita che sono state donate ad organizzazioni di beneficenza. L’Arsenal ha anche dichiarato che le maglie bianche non verranno commercializzate, ma saranno solo date alle persone che affrontano il crimine degli accoltellamenti nella comunità londinese.

Un altro club che cha ha sfruttato la propria divisa per vicende extra campo è il Tromsø. Il club più settentrionale del mondo, situato sopra il circolo polare artico, è stata una delle squadre più critiche nella decisione di assegnare i Mondiali di calcio del 2022 al Qatar, il cui record in maniera di diritti umani è tutt’altro che pulito. Avendo chiesto alla nazionale norvegese di boicottare la Coppa del Mondo nel febbraio dello scorso anno, il Tromsø ha adottato un approccio diverso dopo che il paese non è riuscito a qualificarsi alla fase finale.

A dicembre scorso, la squadra della Eliteserien ha fatto notizia in tutto il mondo per aver presentato la prima divisa dotata di QR code. Questo codice, che sarà applicato sulla terza maglia per la stagione 2022, indirizza a un report, intitolato Reality Check 2021, che descrive in dettaglio le controversie sui diritti umani in Qatar. La maglia è stata disegnata in collaborazione con Amnesty International.

“Vediamo che il calcio attira molta attenzione quindi, quando esprimiamo ciò che sentiamo, riceviamo molti riscontri. E in realtà, siamo in grado di cambiare le cose. Ecco perché sento davvero che abbiamo l’enorme responsabilità di esprimere la nostra opinione in questo tipo di casi. E i diritti umani, credo, non sono politica, sono i diritti fondamentali degli esseri umani”. Ha detto a SportsPro Øyvind Alapnes, amministratore delegato del Tromsø. “L’altra cosa che vogliamo fare è mettere pressione alla Fifa ed a quelle organizzazioni che inseguono il denaro”. Ha aggiunto.

Mentre i club stessi si sforzano di promuovere cause sociali attraverso l’uso delle proprie divise, gli enti di beneficenza mirano ad utilizzare le maglie delle squadre di calcio come una “tela bianca” per trasmettere i loro messaggi in modo creativo.

Così hanno fatto l’organizzazione benefica Shelter, che si occupa di dare una casa ai senzatetto, in collaborazione con Mark Lloyd, direttore strategico dell’agenzia creativa Dark Horses, per lanciare l’iniziativa “No Home Kit” nel dicembre del 2021, chiedendo ai club di indossare le maglie da trasferta durante le partite casalinghe del Boxing Day al fine di aumentare la consapevolezza riguardo alla situazione dei clochard. La campagna ha ricevuto il sostegno di una serie di figure di spicco della comunità calcistica del Regno Unito, tra cui i presentatori di Sky Sports Jeff Stelling e Chris Kamara, così come i marchi Puma e Mitre.

“Abbiamo un problema, e quel problema è che questo paese si sta dirigendo verso un’emergenza abitativa nazionale”, dice Lloyd a SportsPro. “I senzatetto sono in aumento da circa un decennio e la pandemia sta solo aggiungendo benzina al fuoco. Shelter è stato piuttosto sopraffatto dalla domanda per i loro servizi, che purtroppo è ancora in aumento quasi di giorno in giorno”.

Sono stati oltre 100 i club che hanno preso parte all’iniziativa, anche se la Premier League ha impedito alle squadre di parteciparvi in modo controverso. Il Tottenham Hotspur, una delle partecipanti, ha continuato a fare i riscaldamenti pre-partita casalinghi con le divise da trasferta anche dopo la partita del “Boxing Day” contro il Crystal Palace. Inoltre ha incoraggiato i tifosi a venire allo stadio con le maglie da trasferta.

Invece, sono due i club che utilizzano le proprie maglie nel tentativo di difendere la sostenibilità e gli interessi dei loro fan.

La prima delle due è la squadra tedesca FC St Pauli che, dopo la fine del contratto con il loro fornitore Under Armour, a partire dalla stagione 2021/22, ha incominciato a prodursi da solo le divise attraverso la propria azienda interna seguendo il motto “Do It Yourself”. Inoltre l’attuale 3a maglia della squadra della Bundesliga2 ha il logo del club di colore arcobaleno ed ha la scritta “no football for fascists” all’interno del colletto. La seconda squadra è il Brentford, club della Premier League, che ha deciso di estendere l’utilizzo dell’attuale divisa casalinga fino alla fine della stagione 2022/23, contrastando la tendenza di rilasciare nuove maglie ogni stagione.

Jon Varney, AD del Brentford, ha dichiarato che questa scelta illustra i valori fondamentali del club (rispetto, progresso e solidarietà), ha l’obiettivo di rendere il calcio il più “abbordabile” possibile e vuole contribuire a sostenere le cause ambientali.