Parola d'ordine. Centrare la serie A2
C’è una parola che più di tutte racconta la nuova stagione della Virtus GVM Roma 1960: ambizione. Un’ambizione dichiarata, concreta, costruita attraverso un mercato importante, un nuovo progetto tecnico e una struttura societaria che guarda lontano. La squadra della Capitale riparte con un obiettivo preciso, senza nascondersi: conquistare la Serie A2. Non è soltanto una promessa. È una sfida che nasce dalle emozioni e dalla delusione della scorsa stagione, quando la Virtus ha accarezzato fino all’ultimo il sogno della promozione, chiudendo la regular season al primo posto del proprio girone di Serie B Nazionale con 29 vittorie in 36 partite. Ora quel sogno non viene riposto in un cassetto: viene rilanciato con ancora maggiore forza.
A guidare la nuova Virtus sarà Davide Villa, scelto per imprimere al gruppo una precisa identità tecnica e una mentalità vincente. Il nuovo coach arriva nella Capitale con idee chiare e con la consapevolezza di avere a disposizione una squadra costruita per competere ai massimi livelli della categoria. La società gli ha affidato un roster profondamente rinnovato, nel quale esperienza, talento, fisicità e capacità di giocare insieme dovranno trasformarsi in una sola cosa: una squadra capace di vincere quando conta davvero.
Il mercato estivo ha mandato un messaggio inequivocabile. A Roma è tornato Rei Pullazi, mentre sono arrivati giocatori di grande spessore come Adrian Chiera, Matías Bortolín, Andrea Amato, Giorgio Piunti e David Jelínek. Sei tasselli che cambiano il volto della squadra e alzano considerevolmente il livello di esperienza del gruppo. Chiera è forse il simbolo più evidente della filosofia scelta dalla Virtus: talento, personalità e soprattutto abitudine a vincere. La guardia argentina, cresciuta cestisticamente in Italia, ha conquistato la promozione in A2 con Cento nel 2018 e con Cividale nel 2022, prima di festeggiare nella stagione appena conclusa il salto in Serie A con Scafati. Un autentico “uomo-promozione”, dunque, chiamato a mettere la propria esperienza al servizio della nuova Virtus.
Con Andrea Amato arriva invece un playmaker di assoluto livello per la categoria, un giocatore al quale coach Villa chiede di essere protagonista nella costruzione del gioco e nei momenti decisivi delle partite. Il suo arrivo è un ulteriore segnale della volontà societaria di mettere a disposizione del tecnico un gruppo capace di puntare in alto. Sotto canestro la Virtus ha scelto fisicità ed esperienza con Matías Bortolín, Giorgio Piunti e Rei Pullazi, mentre l’arrivo di David Jelínek, guardia/ala ceca di grande esperienza internazionale, aggiunge qualità e pericolosità sul perimetro. Jelínek porta con sé una lunga esperienza tra Spagna e Repubblica Ceca e anche un importante bagaglio internazionale con la Nazionale, con la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo e a tre edizioni degli Europei.
È una Virtus nuova, dunque, ma non certo una Virtus che dimentica ciò che è stata. Anzi, la parola Roma torna prepotentemente al centro del progetto. Perché questa società non vuole essere semplicemente una squadra che gioca nella Capitale: vuole essere la squadra della Capitale, il punto di riferimento del basket romano, una realtà capace di riannodare il filo tra passato, presente e futuro. Il nome stesso lo racconta: Virtus Roma 1960: una dichiarazione d’identità. La società rivendica con orgoglio le proprie radici e una storia che appartiene profondamente alla città. Una storia fatta di scudetto, Coppa dei Campioni, Coppa Korac, Coppa Intercontinentale, grandi campioni, serate europee indimenticabili e di un rapporto speciale con il pubblico della Capitale. Oggi quella tradizione viene raccolta e rilanciata con un progetto che punta a riportare la Virtus ai livelli che il suo nome evoca.
E se c’è un luogo nel quale questa identità può tornare a respirare è il Palazzetto di viale Tiziano, il PalaTiziano, la casa della Virtus. Un impianto che rappresenta un pezzo della memoria sportiva della città e che torna a essere il cuore pulsante del progetto. Piazza Apollodoro, viale Tiziano, il parquet, gli spalti: sono elementi che appartengono alla geografia sentimentale del basket romano. La Virtus vuole riempirli nuovamente di passione, rumore, bandiere e soprattutto di entusiasmo. Per riuscirci, però, non basta costruire una grande squadra. Serve costruire una grande società.
Ed è proprio su questo fronte che la società ha rafforzato la propria struttura con l’ingresso di Patricio Prato nel ruolo di Club Manager. Un nome che non ha bisogno di presentazioni per chi conosce il basket italiano. Ex giocatore professionista, guardia argentina, Prato ha costruito una lunga carriera in Italia vestendo, tra le altre, le maglie di Fortitudo Bologna, Avellino, Rieti, Cantù, Virtus Bologna e Imola, oltre alle esperienze in Argentina. Con Rieti ha conquistato una promozione in Serie A e nel 2019 ha chiuso la propria carriera agonistica. Oggi quella esperienza passa dall’altra parte della barricata. Prato entra nella Virtus per mettere competenza, conoscenza dell’ambiente e cultura sportiva al servizio di una società che vuole crescere dentro e fuori dal campo. La sua presenza nello staff dirigenziale è già una delle novità più significative della nuova stagione.
Anche sul fronte societario il progetto si amplia. Tra le novità ci sono i nuovi soci, con l’ingresso del gruppo Bright di Juan Torre, a rafforzare una compagine che vuole accompagnare la crescita sportiva con una struttura sempre più solida. È un altro tassello di un percorso che non guarda soltanto alla prossima partita, ma alla costruzione di una Virtus capace di consolidarsi nel tempo. Il campo, naturalmente, sarà il giudice supremo. Ma i primi segnali hanno già acceso l’entusiasmo. Il nuovo gruppo ha iniziato il lavoro agli ordini di Villa, ha affrontato il ritiro di Castel del Piano e ha disputato il primo test stagionale contro il Basket Terni, imponendosi 72-60. Un’amichevole utile soprattutto per cominciare a costruire intesa e automatismi, con il tecnico che ha potuto ruotare praticamente tutti gli uomini a disposizione. E poi il successo di misura contro i cugini della Luiss, 76-75.
Il percorso verso la stagione ufficiale è dunque partito. E insieme alla squadra è partita anche la nuova campagna abbonamenti 2026/27, realizzata con la partnership ufficiale con Vivaticket. Il messaggio della società è diretto: il pubblico non deve essere soltanto spettatore, ma parte integrante del progetto. Perché una squadra che vuole andare in A2 ha bisogno di una città che la accompagni, partita dopo partita. L’appuntamento al PalaTiziano sarà quindi molto più di un semplice sabato sera di basket. Sarà il ritrovarsi di una comunità intorno a una maglia, a una storia e a un sogno. Chi vuole sostenere la Virtus può chiedere informazioni sulla campagna abbonamenti e sulle modalità di acquisto scrivendo a info@virtusroma1960.
La strada è lunga. La Serie B Nazionale sarà un campionato duro, equilibrato, pieno di ostacoli. Ma la Virtus GVM Roma 1960 ha deciso di affrontarlo senza timori reverenziali. Con un nuovo coach, una squadra rinnovata, dirigenti di esperienza, nuovi soci e un’identità romana sempre più forte. E allora, ancora una volta, tutto passa da Roma. Dal PalaTiziano. Da una maglia che porta con sé più di sessant’anni di storia. Da una città che ha fame di grande basket. Quando Roma lotta, Roma vince. E questa volta Roma vuole vincere per davvero.