Livia Fontana, il Barolo come racconto di famiglia
a cura di Alessandro Scorsone
Ed eccoci a un nuovo incontro di passione, dove il vino non è soltanto materia liquida ma memoria, identità e futuro. Nel mio caso è stata folgorazione, durante una degustazione con calici anonimi, certi sentori mi hanno permesso di incontrare uno stile di piacevolezza che era magicamente nelle mie corde nei ricordi del Nebbiolo. Oggi la nostra storia attraversa uno dei nomi più iconici dell’enologia mondiale: il Barolo. Per anni simbolo di vino solo per grandi occasioni, oggi abbiamo compreso il suo segreto più profondo: l’occasione siamo noi, ogni giorno. Ed è proprio con questo spirito che incontriamo la famiglia Fontana, da secoli custode di una terra che parla la lingua delle vigne. La presenza dei Fontana a Castiglione Falletto è attestata già dal 1450, ma è un atto parrocchiale del 1643 a consegnare alla storia Gio Bartho Fontana, proprietario di 90.000 metri quadrati. Tutto ruota attorno alla cascina Fontanin, ancora oggi sede dell’azienda, che prima di essere cantina era il cuore di un’economia agricola di sussistenza, tra grano, nocciole e animali da cortile. È Saverio, nonno di Livia, tra i primi imbottigliatori di Castiglione, a dare forma all’avventura moderna della cantina ma è Ettore, padre di Livia, a compiere la svolta decisiva nel 1992, abbandonando le altre colture, pianta solo viti e concentra il patrimonio vitato nei cru più nobili, Mariondino, Villero e lo storico Bussia. Nel 1995 arriva Livia, giovane e in un mondo che non prevedeva donne in cantina. Con determinazione e il supporto dell’enologo Donato Lanati, imprime un nuovo corso all’azienda. Quando Ettore scompare, al suo fianco arrivano subito i figli di Livia, Michele, diplomato in enologia, e Lorenzo che da Brand Ambassador, si occupa di commerciale e comunicazione. I ragazzi dimostrano fin da subito, cuore, coraggio e passione per costruire la nuova visione per il futuro. Oggi la tenuta conta dieci ettari di vigneto coltivati secondo un approccio che coniuga tradizione e scienza. Michele e l’agronomo Daniele Gilberti hanno ripensato le vigne secondo un sistema parcellare basato su suoli ed esposizioni. Via diserbanti e concimi chimici, solo stallatico per nutrire la vita del suolo. Ogni filare è seguito come un individuo, la vendemmia avviene solo a maturazione fenolica, le cassette vengono persino lavate tra un trasporto e l’altro. Cinque capannine meteo e controlli continui guidano ogni intervento. In cantina, la malolattica è avviata rapidamente e il vino riposa a lungo nella cantina sotterranea, in attesa di raccontarsi. L’idea Michele è quella di interpretare la natura dando vita a vini longevi, eleganti e riconoscibili, capaci di parlare con la voce delle loro vigne. Una voce che oggi arriva fino alla Svizzera tedesca, agli Stati Uniti e al Nord Europa. Il Barolo Fontanin 2021 è il ritratto più intimo della famiglia che si svela con un color rubino tendente al granato, con profumi di violetta, noce moscata, liquirizia e sentori balsamici, dai tannini morbidi e grande struttura. Nasce da due ettari tra Villero e Mariondino, affina 40 mesi in rovere e può sfidare il tempo per diversi anni. Il Barolo Villero 2021, suo fratello maggiore, ha note floreali più marcate, potenza ed eleganza che si rincorrono in un finale balsamico di rara finezza. E chiudiamo con il Bussia 2019, che spicca per un bouquet ricco e avvolgente, con note di frutti rossi maturi, spezie dolci, tabacco e sentori di cuoio. Al palato, si distingue per la sua eleganza e profondità, con tannini setosi e un finale persistente che lascia una sensazione di armonia e raffinatezza. Forse un calice non basta a raccontare secoli di storia, ma basta per percepirne l’anima. E nei vini di Livia Fontana l’anima è chiara: rispetto della terra, orgoglio di essere vignaioli e una passione che, di generazione in generazione, continua a trasformare il Barolo in un racconto vivo. E con questa storia affascinante, brindo idealmente a tutti Voi…e non chiedetemi con cosa abbinarlo…basterà un calice adeguato, una temperatura di servizio assolutamente perfetta (temperatura di cantina) ed una compagnia straordinaria…l’importante è che sia sempre sorridente.