Matteo Materazzi e la sfida della vita
Conosciutissimo nel mondo del calcio, da ex giocatore professionista a procuratore sportivo, da opinionista televisivo fino ad imprenditore di successo. Matteo Materazzi, nativo di Reggio Calabria, ma con la Lazio nel cuore. Anche uomo di spettacolo con le sue iconiche apparizioni a "Quelli che il Calcio..." e partecipazione a "L'isola dei Famosi ". Figlio del Mister di serie A Giuseppe e fratello di Marco, Campione del Mondo nel 2006. Infine, zio dei nipoti di Tommaso Maestrelli, altra bandiera del mondo biancoceleste. Matteo è stato protagonista, da bomber vero, di innumerevoli Tornei di Calcio a 8 nei Circoli Sportivi di Roma Nord e non solo, partecipando e vincendo anche il celeberrimo Pezzana. Insomma, una vita passata sin da piccolo inseguendo l'amore di sempre: il pallone. Ora Matteo vuole correre per battere in tempo la malattia che lo ha colpito. La moglie Maura Soldati sempre al suo fianco e madre dei suoi due splendidi ragazzi: “Aspettiamo di capire se potrà rientrare in una sperimentazione Usa. Ho avviato una raccolta fondi, gofundme.com, servono cifre altissime. Il nostro obiettivo primario è portare la terapia nel nostro Paese. Abbiamo ricercatori di eccellenza ma servono finanziamenti"
Una lunga estate. Calda e convulsa nel cercare rapide soluzioni, gelida nel vedere il tempo che inerosabilmente passa. Ma cè speranza, per forza ci deve essere, per suo marito Matteo Materazzi, 49 anni, malato di Sla, colpito da una mutazione rara di una malattia che è stata definita ‘il male oscuro’ del pallone.
“Abbiamo preso contatti con la Columbia University già a febbraio. Dei veri pionieri, stanno portando avanti una sperimentazione. Ma la speranza è anche quella di poter portare questa terapia in Italia”. La voce di Maura Soldati trasmette la forza che serve per questo viaggio. Le parole corrono veloci, non c’è tempo da perdere. Lui: una vita al massimo, i figli e gli impegni sportivi. Il calcio sempre al centro, seguendo con professionalità i futuri Campioni anche nei più lontani campetti di provincia. “La famiglia di Matteo tutta è presente – ha dovuto chiarire Maura Soldati sui social –. I rapporti con Marco sono stati altalenanti nel passato, ma i due non sono tornati a parlare dopo la scoperta della malattia, si sono solo avvicinati maggiormente”.
Come sta suo marito?
“Non cammina, non muove più le braccia, ha difficoltà respiratorie. La malattia è velocissima. La diagnosi è arrivata a settembre del 2024 ed è ormai passato un anno”.
La speranza passa da una raccolta fondi. Quanto serve e quanto avete raccolto?
"Vorrei specificare che se la Columbia University ha un Aso già prodotto che matcha con il DNA di Matteo, la cura sarà gratuita, saranno a nostro carico solo gli spostamenti e il soggiorno negli USA. I fondi raccolti, ad oggi circa 270 mila Euro, serviranno a supportarci e a sostenere questo studio. Sicuramente il nostro obbiettivo è quello di aiutare la ricerca non solo per noi."
A breve apriremo un’associazione per cercare di coinvolgere più persone possibile."
Quali sono i passi da fare?
“Abbiamo spedito campioni di sangue e di pelle a New York. Bisogna verificare se c’è la possibilità che Matteo possa entrare nella sperimentazione. Ci sono altri italiani che hanno chiesto l’accesso alle cure”.
Altri viaggi della speranza.
“Noi ci siamo mossi in parallelo anche con un laboratorio privato, sempre in America. Con l’obiettivo di portare la terapia in Italia. Perché andare a New York oggi è ancora possibile, tra sei mesi non lo sappiamo, magari mio marito non sarà più in grado di viaggiare. L’obiettivo è quello di sviluppare un Aso personalizzato in tempi più brevi”.
Aso per dire oligonucleotide antisenso, una terapia genica per bloccare la produzione di proteine dannose.
“Intanto dobbiamo capire se riusciamo ad essere idonei alla sperimentazione in corso. Poi c’è la possibilità di chiedere l’importazione della terapia, come è stato per la SOD1. Naturalmente servono le autorizzazioni di Ema ed Aifa”.
Un viaggio per tappe.
“La speranza ci accompagna in questo lungo percorso. Non sappiamo se la terapia funzionerà, ma Matteo sarà, se tutto va bene, uno dei primi al mondo a sottoporsi alla somministrazione di questo Aso personalizzato"
Sperimentale: qual è lo stato d’animo verso questa parola?
“Il mio è di speranza, Matteo è più scettico. Chiaro che si aggrappa anche lui a questa possibilità. Ma io sono più convinta, perché ha già funzionato. Ed è la terapia del futuro, nelle malattie neurodegenerative”.
Come hanno reagito le persone di fronte alla raccolta fondi? Con fiducia o scetticismo?
“Un po’ e un po’. Quello che mi è dispiaciuto di più è stato lo scetticismo di alcuni malati. Secondo me non c’è abbastanza informazione. In piccole città e paesi, la gente muore prima di sapere che cos’ha, non si arriva neanche alla diagnosi. Abbiamo ricercatori pazzeschi, bravissimi. Però in Italia mancano fondi ma anche, ad esempio, le persone specializzate nei passaggi”.
Cosa significa?
“Tipo: in America c’è chi è addetto alle richieste di approvazione. In Italia questa figura non esiste, deve fare tutto il clinico. Che si deve occupare di troppe cose, spesso non riesce a stare dietro a tutto. Questo è un peccato mortale”.
Per ulteriori informazioni sulle donazioni potete trovare tutto sui profili social Maura Soldati.