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Maristella Smiraglia, bellezza e grinta: "Sogno Tokyo e più visibilità per il taekwondo"

La giovane foggiana è tra le azzurre di punta e volto del taekwondo italiano: "Basta conoscere il nostro sport per innamorarsene". Bronzo ai Mondiali Militari 2019, punta dritta alle Olimpiadi

Testo di Chiara Soldi

Foto di Roberto Di Tondo

 

Il taekwondo come questione di famiglia, una vita dedicata agli allenamenti e a quel grande obiettivo che sono le Olimpiadi, Maristella Smiraglia è tra le azzurre di punta del taekwondo italiano. Foggiana classe 1996, da bambina scopre l’amore per questa disciplina che la accompagnerà in tutte le tappe della sua crescita: papà maestro, mamma e fratelli praticanti, una famiglia stretta in una cintura nera d’amore. Il suo 2019 si era concluso con un importante bronzo ai Mondiali Militari di Wuhan e una partecipazione a "Quelli che il calcio" con l’obiettivo di far conoscere a più persone possibile il taekwondo. Lunghissimi capelli castani, occhi scuri e penetranti, un sorriso che illumina e un fisico mozzafiato: Maristella potrebbe tranquillamente fare la modella, invece la sua passerella è sempre stata il tatami. Il viso d’angelo e la grinta da combattente sono il connubio ottimale per essere la figura comunicativa perfetta: "Più visibilità riusciamo a dare al taekwondo, più verrà apprezzato da tutti. Basta saperne di più per innamorarsene", sottolinea l’azzurra che proprio secondo questo principio ha partecipato anche al progetto "Home Community" voluto dal ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, tenendo una diretta dedicata all’allenamento.

 

Maristella, la prima domanda ormai è d’obbligo: come hai passato la quarantena?

"Abbastanza bene, sono stata a Foggia con la mia famiglia e, considerando che la maggior parte dell’anno la passo in raduno a Roma o in caserma al Centro Sportivo dei Carabinieri, per un certo verso è stato positivo poter passare più tempo con loro. D’altra parte è stato ovviamente difficile potersi allenare al meglio".

 

Durante il lockdown però hai avuto occasione di dispensare consigli agli appassionati.
"Sì, grazie al progetto ‘Home Community’ ho tenuto una diretta sul fitness e il riscaldamento muscolare. È stata un’iniziativa bellissima e mi sono divertita. Molti giovani durante la quarantena si sono lasciati un po’ andare, passando magari tanto tempo davanti alla tv o con i videogiochi, il progetto è stato importante perché ha dato uno stimolo alle persone per poter restare attivi e continuare ad allenarsi nonostante le difficoltà e i mezzi ridotti. Gli allenamenti in diretta, dove abbiamo mostrato come darsi da fare anche da casa, hanno lanciato il giusto messaggio che se anche si presenta una difficoltà la si può superare. Insieme poi, ancora meglio. Ci siamo sentiti una vera community, la vicinanza tra atleti e appassionati si è sentita molto forte".

 

E tu sei riuscita a mantenere un programma di allenamento di livello anche da casa?

"Fortunatamente a casa ho molto spazio per poter fare attività, in più siamo una famiglia di sportivi, mio padre è il mio maestro e anche mamma e i miei fratelli praticano taekwondo, quindi per noi è stato sicuramente più facile. Certo, non è stato come il ritmo che si ha in Nazionale, ma sono comunque riuscita ad allenarmi tutti i giorni e a fare un buon lavoro".

 

A proposito di Nazionale, da due settimane siete tornati finalmente al lavoro. Com’è stato il rientro?

"Liberatorio. Dopo tanto tempo a casa, per quanto puoi allenarti non sarà mai la stessa cosa che farlo con la Nazionale: siamo un gruppo forte, unito e ci stimoliamo a vicenda. È stato davvero bello ritrovarsi. Il periodo non è ancora dei migliori, non possiamo svolgere attività a contatto che per uno sport da combattimento come il nostro è fondamentale, dobbiamo mantenere le distanze e non essendoci gare nel breve periodo stiamo svolgendo allenamenti differenti da come eravamo abituati. Ci stiamo concentrando in particolar modo sulla preparazione, che ci tornerà sicuramente utile più avanti, e nel frattempo adattiamo lavori che facevamo in precedenza alle regole che dobbiamo rispettare in questo periodo".

 

L’anno scorso ad ottobre sei stata a Wuhan per i Mondiali Militari, proprio lì dove è scoppiato il coronavirus.

"Sì, e ammetto che mi ha stranito pensare che solo poco tempo prima mi trovavo in quello che poi è diventato l’epicentro di una pandemia mondiale. Eppure all’inizio anche io ne ho sottovalutato la portata, chi avrebbe potuto dirlo all’inizio…"

 

L’ospitata a Quelli che il calcio è stata molto positiva e divertente. Quanto ancora c'è da fare per far conoscere il taekwondo a più gente possibile?
"Negli ultimi anni la Fita ha fatto un ottimo lavoro in termini di comunicazione e divulgazione, il nostro sport è sempre più conosciuto e le persone iniziano ad apprezzarlo davvero. In trasmissione molti conoscevano già la disciplina, anche se alcuni sapevano solo superficialmente che si tratta di uno sport da combattimento, anche per questo è stato bello poter spiegare nei dettagli come funziona. Credo che occasioni come questa siano importantissime per dare visibilità al taekwondo: più ne viene data più le persone potranno conoscerlo e apprezzarlo. Così come è successo a Italia’s Got Talent con la squadra dimostrativa della World Taekwondo che ha ottenuto addirittura il golden buzz volando in finale".

 

Come hai preso il rinvio di Tokyo 2020?
"All’inizio mi è dispiaciuto moltissimo perché mi stavo allenando tanto e vedevo il traguardo ad un passo. Stavo lavorando per partecipare alle qualifiche di aprile a Milano e la notizia mi ha destabilizzata. Sicuramente è stato giusto rinviarle visto l’emergenza sanitaria che tutto il mondo ha affrontato. Col senno di poi ora vedo tutto in maniera positiva, quest’anno in più sarà per me una grande possibilità per migliorarmi e prepararmi al massimo. Ora non stiamo combattendo e il timore che più passi il tempo senza contatto più si possa rallentare il ritorno alla forma ottimale ammetto che può mettere un po’ di timore, ma sono sicura che quando tutto tornerà alla normalità continueremo a puntare in alto come abbiamo sempre fatto".

 

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