Roma 2026 World Taekwondo Grand Prix: un weekend di sport, emozioni e storia al Foro Italico
Il Foro Italico si è trasformato nel cuore pulsante del taekwondo mondiale. Il Roma 2026 World Taekwondo Grand Prix ha regalato all’Italia quattro medaglie, duemila bambini in gara, un robot che combatte e una cerimonia conclusiva destinata a restare nella storia. Un long weekend che ha celebrato insieme lo sport olimpico e paralimpico di altissimo livello, l’innovazione tecnologica e i sessant’anni del taekwondo italiano.
🥇 L’oro di Vito Dell’Aquila
Aveva conquistato l’oro olimpico. Aveva portato l’Italia sul tetto del mondo. Aveva dominato l’Europa. Ma c’era ancora una vittoria che mancava nella carriera di Vito Dell’Aquila. Roma. E il 7 giugno, nella Grand Prix Arena del Foro Italico, anche quella pagina è stata scritta.
Nella categoria -58 kg il percorso dell’azzurro è stato pressoché perfetto: dominio netto nei sedicesimi sul turco Badem (21-10, 18-6), vittoria convincente agli ottavi sull’altro turco Camoglu, sfida tecnica di alto livello ai quarti contro il coreano Park (10-9, 10-6), semifinale controllata con il giordano Aldaoud (16-12, 15-12). Poi la finale contro il sudcoreano Eunsu Seo.
Il primo round è stato al cardiopalma: perso di un soffio per 47-49. Ma i grandi campioni si riconoscono nei momenti difficili. Dell’Aquila ha risposto dominando il secondo parziale (34-18) e tenendo i nervi nel terzo decisivo, chiuso 31-26 tra il boato di un Foro Italico letteralmente in visibilio. L’oro che mancava è arrivato. Aveva vinto le Olimpiadi. Aveva vinto il Mondiale. Aveva vinto l’Europa. Gli mancava solo Roma. Adesso ha anche quella.
Grande percorso nella stessa categoria anche di Abderrahman Touiar, arrivato fino ai quarti prima di cedere proprio all’argento Seo. Ai sedicesimi si sono fermati Andrea Conti (-58 kg) e Lucrezia Maloberti (-49 kg femminile).
🥈 L’argento di Simone Alessio
Il 6 giugno il Foro Italico aveva già vissuto una serata straordinaria. Simone Alessio, numero uno del ranking mondiale e bronzo olimpico di Parigi 2024, ha trascinato la Grand Prix Arena in un’escalation di emozioni nella categoria +80 kg. Vittoria netta agli ottavi sul greco Tholiotis, straordinaria rimonta ai quarti contro l’ucraino Harbar — uno dei momenti più esaltanti dell’intero weekend — e semifinale dominata contro il sudcoreano Kang.
L’ultimo atto contro il russo Rafail Aiukaev, davanti agli occhi del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, è stato una battaglia vera. Vinto il primo round, Alessio ha mancato la chiusura nel secondo cedendo poi il terzo parziale: finale 2-1 e argento. Una medaglia dal valore enorme, conquistata nella sua Roma, davanti al suo pubblico. Si è fermato ai sedicesimi Ludovico Iurlaro nella categoria -68 kg.
🥈 L’argento di Antonino Bossolo nel Para Taekwondo
Ad aprire il weekend, il 4 giugno, è stata la prima storica edizione del World Para Taekwondo Roma Grand Prix. Protagonista Antonino Bossolo, già bronzo paralimpico a Parigi 2024, che nella categoria K44 -70 kg ha condotto una cavalcata straordinaria fino alla finale. Agli ottavi ha superato il connazionale Turtuoro (14-4, 16-1), ai quarti l’uzbeko Alikulov (8-2, 15-11), in semifinale ha rimontato l’azero Khalilov vincendo il terzo round decisivo per 8-7.
L’ultimo atto contro il giapponese Shunsuke Kudo ha regalato un duello di altissimo livello: Bossolo ha vinto il primo parziale 7-3, poi ha ceduto i successivi due (4-8, 4-11), conquistando un argento accolto da una lunga standing ovation del Foro Italico. Ai quarti di finale si sono fermate anche Suemi Ricci e Giulia Cassar nella categoria K44 -52 kg femminile, confermando la crescita del movimento paralimpico azzurro.
✨ La cerimonia dei 60 anni: “La Via”
A chiudere il weekend, nella notte del Viale del Foro Italico, la cerimonia conclusiva ha trasformato il Grand Prix in un evento di portata straordinaria. Sui marmi della venue olimpica è andato in scena “La Via”, spettacolo prodotto da Italia Eventi Group con la direzione creativa di Laccio — noto al grande pubblico per il suo lavoro a X Factor — e di Anghela Alò, tra le firme più autorevoli delle grandi cerimonie italiane.
Un viaggio attraverso sei decenni di storia italiana e taekwondoka: dal costume tradizionale coreano delle origini al “Mambo Italiano” degli anni Sessanta, con Walter Ricci e Karima nei panni di Vittorio De Sica e Sophia Loren, fino alle sciarpe di Italia ’90 sulle note di “Notti Magiche” e agli anni Novanta con “Gli Anni”. Il momento più toccante: sessanta bambini in dobok bianco — uno per ogni anno di storia — hanno pronunciato il giuramento degli atleti sulle note di “La Cura” eseguita dal vivo da EroCaddeo. Il passaggio simbolico più significativo è stato quello tra il campione olimpico Dell’Aquila e la giovane Flavia Carandente, rappresentante ideale del futuro del movimento.
Il gran finale ha illuminato il cielo sopra lo Stadio Olimpico: 250 droni hanno disegnato le tappe fondamentali della storia del taekwondo italiano, dal 1960 fino alla scritta “Taekwondo Olympic Sport” e al logo FITA.
Il Presidente Angelo Cito ha dichiarato: “Roma ha dimostrato ancora una volta di essere una sede straordinaria. Le quattro medaglie conquistate da Dell’Aquila, Alessio, Bossolo e Maggiolo sono il premio più bello per il lavoro che la nostra federazione porta avanti ogni giorno e confermano la competitività del movimento azzurro a livello internazionale.”
🤖 Virtual Taekwondo, robot umanoide e Kim e Liù
Il Grand Prix 2026 non è stato solo competizione olimpica e paralimpica. Il 4 giugno, in parallelo con le gare Para, si è svolto anche il Virtual Taekwondo Roma Open 2026, il primo torneo internazionale della disciplina ospitato nella Capitale: atleti da tutto il mondo si sono sfidati tramite avatar digitali e visori di realtà virtuale, con Stefano Maggiolo che ha conquistato la medaglia di bronzo per i colori azzurri.
La stessa giornata ha ospitato anche una prima mondiale assoluta: l’esibizione di un robot umanoide capace di replicare tecniche, calci e movimenti tipici del taekwondo, sviluppato dalla Beijing Fike Sports Development Co., Ltd. Tra stupore e applausi, ha mostrato a tecnici, atleti e spettatori una possibile visione dello sport del futuro.
Per tutti e quattro i giorni, infine, il Foro Italico ha accolto il Kim e Liù, il più grande torneo giovanile europeo di taekwondo: circa duemila bambini tra i 6 e gli 11 anni provenienti da tutta Europa, che hanno gareggiato e vissuto le proprie prime emozioni sportive a pochi metri dai campioni olimpici. Un evento nell’evento che rappresenta l’anima più autentica del Roma Grand Prix: campioni del presente e campioni del futuro, nello stesso luogo, sotto gli stessi valori.
Quattro medaglie, sessant’anni celebrati davanti al mondo, un robot sul tatami e 250 droni nel cielo di Roma. Il Grand Prix 2026 è stato tutto questo — e il viaggio verso Los Angeles 2028 continua a prendere forma proprio qui, nella Città Eterna.