LE 10 COSE CHE FORSE NON SAI DI DONALD TRUMP
Donald Trump non è solo un politico: è un personaggio scritto in grassetto. Magnate newyorkese trasformato in presidente, vive di superlativi, slogan e oro lucido. Divide le folle con la stessa naturalezza con cui firma un grattacielo: o lo ami o lo detesti, ma ignorarlo è impossibile. Ha trasformato il proprio cognome in un marchio globale e la politica in uno show ad alta tensione. Comunicazione diretta, zero filtri, istinto da ring più che da aula parlamentare. Per alcuni è l’uomo che “dice le cose come stanno”. Per altri è l’incarnazione dell’eccesso.
In ogni caso, Trump non entra in una stanza: la occupa.
1) Non beve alcol
Nonostante l’immagine da imprenditore mondano circondato da lusso e party esclusivi, Trump è totalmente astemio. Ha raccontato più volte che la decisione nasce da un evento personale molto forte: la morte del fratello maggiore, Fred Trump Jr., che aveva sviluppato una dipendenza dall’alcol. Questo episodio lo ha segnato profondamente e lo ha portato a evitare non solo l’alcol, ma anche le sigarette. È uno degli aspetti meno coerenti con lo stereotipo del “tycoon newyorkese”.
2) E' germofobico
Trump ha dichiarato pubblicamente di avere una forte avversione per i germi. In passato ha detto di considerare la stretta di mano una “barbaric custom” (usanza barbara). Durante eventi pubblici, però, l’ha sempre praticata per protocollo. Questa attenzione quasi ossessiva per l’igiene personale è coerente con il suo desiderio di controllo e con la cura maniacale dell’immagine.
3) Ha fatto un cameo in "Mamma, ho riperso l’aereo".
Appare per pochi secondi nel film Home Alone 2: Lost in New York (1992), quando il protagonista Kevin entra nel Plaza Hotel e gli chiede indicazioni. La scena fu girata proprio lì perché all’epoca l’hotel era di sua proprietà. Negli anni ’90 Trump era una figura pop così forte a New York che il cameo era quasi un simbolo dello status cittadino.
4) È nella WWE Hall of Fame
Nel 2007 partecipò attivamente a una storyline con la WWE durante WrestleMania 23, nella cosiddetta “Battle of the Billionaires”. Non fu solo un’apparizione simbolica: salì sul ring e contribuì allo show. Nel 2013 è stato ufficialmente inserito nella Hall of Fame della federazione, a dimostrazione del suo legame con l’intrattenimento e lo spettacolo.
5) Ha quasi comprato i Buffalo Bills
Nel 2014 fece un’offerta concreta per acquistare i Buffalo Bills della NFL. Per lui sarebbe stato un ritorno nel mondo sportivo dopo le esperienze nella USFL negli anni ’80. L’offerta però non vinse e la squadra fu venduta a un altro gruppo. Se l’operazione fosse andata in porto, la sua traiettoria imprenditoriale (e forse politica) avrebbe potuto prendere una strada diversa.
6) Ha una stella sulla Walk of Fame
Trump possiede una stella sulla Hollywood Walk of Fame, ricevuta nel 2007 grazie al successo del reality show The Apprentice. Il programma lo rese un’icona televisiva globale, con la celebre frase “You’re fired!”. Prima ancora della politica, era già un personaggio televisivo riconoscibile in tutto il mondo.
7) Ha dichiarato bancarotta… più volte (ma non personalmente)
Alcune sue aziende, soprattutto nel settore dei casinò ad Atlantic City, hanno fatto ricorso al Chapter 11 (procedura di ristrutturazione del debito). Questo significa che le società si sono riorganizzate sotto protezione legale. Trump, però, non ha mai dichiarato bancarotta personale. I suoi sostenitori lo vedono come un uso strategico delle leggi finanziarie; i critici come una gestione aggressiva del rischio.
8) È stato registrato come democratico
Prima di diventare il volto del Partito Repubblicano, Trump ha cambiato più volte affiliazione politica. In passato è stato registrato come Democratico e anche come indipendente. Questo riflette un approccio pragmatico e non ideologico alla politica, almeno nella fase pre-presidenziale.
10) Ama il fast food
Trump ha più volte dichiarato di preferire catene come McDonald’s. La sua motivazione? La standardizzazione del prodotto. Secondo lui, la prevedibilità garantisce qualità e sicurezza. È una mentalità da imprenditore: meno variabili, meno rischio. Questo dettaglio è diventato parte dell’immaginario mediatico intorno alla sua figura.
11) È un grande brander di sé stesso
Molto prima della politica, il cognome “Trump” era già un marchio globale applicato a hotel, torri, campi da golf e prodotti di merchandising. Il suo nome è stato trasformato in un asset commerciale. La costruzione del personal brand – dorato, lussuoso, vincente – è stata una delle sue mosse più efficaci. La carriera politica, in un certo senso, è stata l’estensione di quel brand.