ECCELLENZA SUL GREEN: IL TALENTO DI RAPHAEL SINISCALCO

 

Dopo il trionfo allo US Kids del Golf Nazionale di Sutri, parliamo con la giovane promessa del golf italiano e il suo coach.

1.Raphael, partiamo dai fatti di ieri, 1 Marzo. Al Golf Nazionale di Sutri, per la prima tappa dello US Kids, hai dominato il campo con un distacco incredibile sugli avversari, chiudendo le 9 buche con un vantaggio che andava dai 10 a più di 30 colpi. Che sensazioni hai provato in una giornata così perfetta?
È stata una giornata fantastica. Il percorso di Sutri è molto tecnico, ma mi sentivo molto sicuro. Quando ho iniziato a vedere che ogni colpo andava esattamente dove volevo e che il distacco aumentava buca dopo buca, non mi sono deconcentrato: volevo solo continuare a giocare il mio miglior golf. Vincere con così tanto vantaggio mi dà molta carica per le prossime gare.

 

2. Spesso si dice che il golf sia uno sport di "pazienza". Tu sembri avere una marcia in più: preferisci l'aggressività nel puntare alla bandiera o la strategia del piazzamento?
Dipende dalla buca, ma ammetto che mi piace attaccare. Grazie al lavoro che stiamo facendo con il mio maestro, Giuseppe Sabbatino, sento di avere la potenza necessaria per osare, ma ieri a Sutri ho capito che è la precisione a fare la differenza. Mettere pressione agli avversari con colpi solidi sin dal tee è la parte che preferisco.

 

3. Oltre alla tecnica, nel golf conta molto la "testa". Cosa ti dici nei momenti in cui senti la tensione di un torneo importante?
Cerco di non pensare al punteggio o a chi ho intorno. Mi concentro solo sulla mia routine: il respiro, la posizione dei piedi e il bersaglio. Mio padre e il mio coach mi dicono sempre di divertirmi, e quando mi diverto la tensione sparisce e i colpi arrivano naturali.

 

4. Hai dei "riti" o delle abitudini particolari prima di scendere in campo per una competizione?
Mi piace arrivare in campo pratica con il tempo giusto per scaldarmi senza fretta. Ascolto un po' di musica per trovare il ritmo e poi faccio una serie di putt per sentire il green. Una volta sul primo tee, però, esiste solo la pallina.

 

5. Guardando ai grandi campioni, oltre alla tecnica, cosa vorresti "rubare" ai top player mondiali per il tuo gioco?
Di Scottie Scheffler vorrei la costanza millimetrica, mentre di Jon Rahm mi affascina la grinta. Vorrei unire la loro determinazione alla fluidità di Rory McIlroy. Sto lavorando per costruire un mio stile che sia un mix di potenza e controllo mentale.

 

 

1. Coach Sabbatino, la prestazione di Raphael a Sutri il 1° marzo è stata quasi "fuori categoria" per distacco e precisione. Da tecnico, come spiega un dominio così netto su un percorso impegnativo come il Golf Nazionale?
Il risultato di ieri è la conseguenza del lavoro quotidiano che Raphael sta portando avanti. Ha interpretato bene il campo e ha limitato gli errori. È un segnale incoraggiante, ma il percorso è ancora lungo e continueremo a lavorare con la stessa concentrazione.

 

2. Rispetto agli inizi, qual è il salto di qualità più evidente che ha riscontrato negli ultimi mesi nel gioco di Raphael?
Sicuramente la gestione della potenza. Raphael ha una forza naturale notevole, ma il vero salto di qualità è stato "incanalarla". Oggi non tira solo forte, ma sa gestire il volo della palla. Inoltre, la sua capacità di recupero dopo un colpo meno perfetto è diventata un punto di forza: non si scoraggia, analizza e riparte, come è successo alla buca 6, dove con il driver ha colpito i rami di un albero. Si è ripreso immediatamente, non si è scomposto ed ha giocato come se nulla fosse accaduto.

  

3. Su "Sport Club" parliamo spesso di formazione: quanto è difficile allenare un talento che brucia le tappe così velocemente senza fargli perdere la dimensione del gioco?
È la sfida più grande. Con un talento così cristallino, il rischio è correre troppo. Il mio compito è mantenere Raphael focalizzato sulle basi tecniche — come la rotazione dei fianchi e la stabilità degli angoli — assicurandomi però che ogni allenamento resti una sfida divertente. La sua curiosità è il nostro motore: lui chiede sempre "perché", e questo lo rende un allievo straordinario.

 

4. Quali sono i prossimi step del programma di allenamento dopo una vittoria così schiacciante?
Non ci culliamo sui risultati. Analizzeremo i dati della gara di ieri per vedere dove possiamo limare ancora qualche colpo, specialmente nel gioco corto. Continueremo a lavorare sulla preparazione atletica, perché per mantenere questo livello di vantaggio deve avere un fisico che supporti la ripetitività dello swing sotto stress.

 

5. Un messaggio per i giovani che si avvicinano al golf vedendo i risultati di Raphael?
Il golf è uno sport meraviglioso perché ti mette davanti ai tuoi limiti. Raphael dimostra che con dedizione, un buon metodo e il supporto di una famiglia presente ma serena, i risultati arrivano. Il segreto è innamorarsi del processo di miglioramento, proprio come ha fatto lui.