IL MAESTRO DEL BUON VIVERE

INTERVISTA ESCLUSIVA A FRANCO MARIA RICCI
di Marco Oddino



E’ Presidente della Fondazione Italiana Sommelier (FIS), il Centro di Cultura del Vino, dell'Olio e dei Prodotti della Terra più importante del Mondo e Presidente di Worldwide Sommelier Association, organo presente in 32 Paesi del Mondo. Sport Club Magazine ha incontrato Franco Maria Ricci, per farvi entrare dalla porta principale, in questo mondo affascinante.

Presidente, qual è oggi il ruolo principale della Fondazione Italiana Sommelier nella promozione della cultura del vino? La Fondazione Italiana Sommelier, nata nel 1965, è innanzitutto una Scuola di Alta Formazione principalmente per i Corsi di  Sommelier del Vino e dell'Olio e per decine di Corsi Monotematici:, quali Champagne, Barolo, Etna, Spumanti, Birra e tanti altri. Collabora anche con tutta la Produzione Italiana per la realizzazione di una Guida applicazione BIBENDA di oltre 40.000 pagine dove vengono descritti 29.000 vini, 450 Resort "Camere su Vigna", 50 Aziende di Grappa e circa 500 Frantoi. 60 anni fa abbiamo svolto il primo Corso per Sommelier all'Hilton e da allora questa Scuola non ha smesso di insegnare la Cultura del Vino e dell'Olio, nominando oltre 3 milioni Sommelier.

Esiste un percorso di specializzazione all’interno di FIS per chi vuole approfondire ambiti specifici come ad esempio il sake, la birra e l’olio? Da oltre 40 anni abbiamo ampliato l’offerta Culturale con diversi approfondimenti, che hanno previsto anche la presenza dei Produttori per degustare i loro prodotti e soprattutto per far conoscere Territori, Aziende e Metodologia.

L'Italia è spesso associata a eccellenze vinicole: cosa ci manca per diventare ancora più competitivi a livello mondiale? Poco o nulla direi. Credo che nel mondo l'Italia sia il primo Paese, la grande attrazione culturale per essere la più importante Nazione del mondo: 757 Vitigni, nel resto del Mondo 48. Vuol dire il più ricco Paese al Mondo per diversità!

Quali sono i trend più rilevanti nel mondo del vino oggi secondo FIS ? I nostri Produttori fanno a gara ad essere attualissimi nella innovazione e nella sostenibilità con l'aiuto del Signore hanno colorato di verde il Paese. Un drone che attraversasse dall'alto l'Italia la vedrebbe verde, vigne che disegnano un Paese unico al mondo.

C’è ancora un forte legame tra sommelier, territorio e ristorazione italiana? La professione Sommelier come la immaginiamo, soltanto al Ristorante non c'è. Il cameriere, il proprietario, fanno il Corso e conoscono il vino, non c’è il Sommelier che realizza la Carta dei Vini e spiega al cliente le varie qualità e gli abbinamenti. Certamente manca. Il proprietario per ignoranza e per motivo di spesa pensa a portare la Amatriciana. Il Vino non viene trattato bene. Mi riferisco all'85 % della Ristorazione.

Che consiglio darebbe a un giovane appassionato di vino che vuole intraprendere questo percorso? Personalmente esprimo i miei consigli ai ragazzi che finiscono il Corso, ma anche agli avvocati e ai medici. In venti anni abbiamo aperto 18.000 Wine Bar da Sondrio a Caltanissetta. Abbiamo reso possibile con l'Ordine dei Giornalisti di iscrivere all'Ordine coloro che vogliono scrivere di Vino, prima non era possibile. Le Aziende Vinicole assumono Sommelier per il Turismo del Vino, sala di degustazione in Azienda e tante altre opportunità.

C’è un vino che le ha cambiato la vita? Certamente! Darmagi di Angelo Gaja, quando mi raccontò la sua storia mi emozionai, in Piemontese “Magari!” e il suo rapporto di quel Vigneto con il papà. Ma soprattutto il grande piacere di berlo, non assaggiarlo, di berlo!

Qual è il suo abbinamento cibo-vino del cuore? Mi piace bere quasi sempre uno Spumante a pranzo che si abbina con ogni piatto, molto freddo è un grande piacere! 

Se potesse rivoluzionare il corso Fis, cosa aggiungerebbe domani mattina? Bellissima domanda perché sono orgoglioso delle numerose idee di cambiamento che abbiamo applicato.  Tra pochissimo, partirà il 12 Novembre 2025, abbiamo rivoluzionato il Corso di Sommelier dopo 40 anni. Un nuovo programma di 30 Lezioni e 4 importanti eventi per una programmazione in Italia che spero piacerà molto ai nuovi Sommelier. 

Il vino italiano parla al Mondo? Tutto il Mondo conosce il vino italiano, al contrario è l’Italia che deve trovare altri spazi di vendita per esempio l’Asia e l’Africa, in considerazione dei danni che provocheranno i dazi, il dealcolato, il timore che viene prodotto dalle voci autorevoli che il vino fa male.

Se dovesse spiegare in poche parole cos'è l'FIS a chi non la conosce? E' il più grande e importante Centro di Cultura del Vino al Mondo e di tanto di più, che aiuta a fare migliori le Persone e che aiuta a far crescere un PIL che già è a 170 miliardi di fatturato e 18 miliardi di Turismo del Vino.

L’abbinamento più strano che ha provato ma che ha funzionato alla grande? L'abbinamento più strano! I francesi la chiamano "la Piscine" Lo spumante con il ghiaccio! Una goduria! E si beve con tutto.

Cosa rende, secondo lei, un sommelier davvero memorabile per chi lo incontra? Se incontri un Sommelier, qualunque sia il suo impegno lavorativo, incontri una persona bella, libera, una persona che ama vivere con gioia e disponibile a far vivere gli altri con grandi occasioni!

C’è un sogno ancora nel cassetto? Non possono che esserci parecchi sogni, pur avendone concretizzati tanti nella vita, quella del vino. Il più importante è quello di debellare la paura che incute il vino nelle Istituzioni, Rai compresa.

Nel corso della sua carriera, quale evento ha maggiormente influenzato la sua visione della sommellerie? In tutti i miei 40 anni di comunicazione del Vino l'evento che mi ha emozionato, è stata la presenza del Presidente della Repubblica al 43° Forum sulla Cultura del Vino il 23 Marzo 2025. La sua parola davanti a 400 Produttori di Vino e di Olio e 300 Sommelier ha fatto onore al nostro lavoro di tutti gli anni del nostro impegno.

Ritiene che il vino sia uno strumento di dialogo tra culture e generazioni?  Il Vino unisce le generazioni, amalgama il concetto di Cultura ampissima.

Ha vissuto situazioni in cui un vino è riuscito a trasmettere emozioni più delle parole? Non credo ci sia un divario per una interpretazione diversa. Forse dal punto di vista edonistico certamente.

Quali emozioni prova nel vedere giovani appassionati che si avvicinano alla FIS per la prima volta? L'emozione che provano all'inizio di un corso ragazze e ragazzi, ma anche adulti non si può raccontare. Come posso scrivere le loro emozioni che si leggono negli occhi, a volte con qualche lacrima. E la gioia della fine di un corso che immediatamente li porta ad avere una tristezza perché il Corso è finito!

Qual è il messaggio più importante che desidera lasciare alla prossima generazione di professionisti del vino? Messaggio di normalità. Vivi con deontologia e normalità il tuo approccio alla Cultura del Vino, vivilo con la tua semplicità dell'essere in questa vita, moderata e felice di esserci e di aver avuto la fortuna di aver capito il Vino. Scrivo dappertutto: il nostro successo è la normalità. E spero che rimarrà questo il messaggio, insieme all'augurio di bere le migliori bottiglie con le persone che amate.