Tra musica e il setterosa, la vera vita di Gaia Acerbotti

 

E’ bello incontrare persone, anime gentili come Gaia, durante il viaggio di vita. 

Donne forti, determinate, pure, che fanno vibrare le corde tra le loro passioni, ti avvolgono con la loro voglia di dare il massimo  e che vivono il loro tempo,  in parallelo tra due binari, o meglio dire, lungo rette parallele di un pentagramma dove viene trascritta la propria vita. Un racconto definito, trascritto tra le note di un viaggio dove un tempo non sembra essere mai abbastanza.

Dalla musica alla vasca, dalla gestualità delicata dell’insegnare musica, alla velocità di un gesto atletico che scandisce l’esito di una partita, ma sempre con decisione e precisone nell’esecuzione, d’altronde lo Sport è un opera perfetta da vivere e saper ascoltare, dentro. 

  
Da dove nasce la tua passione per la discesa in vasca, come mai la pallanuoto ti restituisce il tuo IO migliore ?
La pallanuoto è entrata a fare parte della mia routine un po' per caso. Dopo un anno di nuoto,  in cui ero visibilmente negata, l'istruttrice, che appunto giocava con la pallanuoto Tolentino, mi chiese se mi poteva interessare provare questo nuovo sport. Da quel giorno non sono mai più uscita dalla vasca,  la mia vita ha preso una nuova strada.
La pallanuoto mi dà tanto, mi aiuta a capire giorno per giorno che per ottenere qualsiasi cosa serve costanza ed impegno, passione e sacrificio, nello sport e nel lavoro. È quella parte della mia quotidianità che mi scandisce le giornate: dopo una giornata di lavoro so che devo entrare in acqua, dopo una giornata di riposo so anche qui che dovrò entrare in acqua. Ed è paradossalmente ciò che mi aiuta a resettare, a scaricare le fatiche e allo stesso tempo a svagarmi, ad alleggerirmi. 
Non so se è ciò che mi restituisce sia  il mio io migliore, ma sicuramente ne contribuisce.


Come è il movimento della pallanuoto femminile in italia e nel mondo.
Il movimento femminile della pallanuoto italiana a mio avviso è poco omogeneo, e come penso si noti, poco conosciuto e seguito.
Non sono molte le squadre femminili in giro, e quelle che militano nella miglior serie sono ancora meno. Se questo è un vantaggio o uno svantaggio ancora non lo so, ma so per certo che indipendentemente da serie A o serie B c'è bisogno di più movimento,  partendo principalmente dai settori giovanili. Movimento che al momento sembra essere solo amatoriale, dato che fino a quando non ci sarà uguaglianza anche nella gestione sia economica per le atlete che finanziaria da parte delle società, non credo che la situazione possa cambiare.
Un esempio banale si può prendere facendo riferimento alla differenza di denaro tra la Champions maschile e femminile…


Sono passati due anni da quando hai deciso di tornare in vasca, dopo anni di stop, ed ora sei fra le migliori d’Italia,  sei di nuovo convocata nelle esperienze del setterosa, cosa ti aveva portato a lasciare e cosa ti ha riportato in vasca?
Durante il covid la situazione delle piscine non era delle migliori. La squadra con cui giocavo nelle Marche era un po' in crisi e questo mi aveva orientato più nel decidere di dedicarmi allo studio trasferendomi a Perugia. Qui, proprio per il problema di chiusure, tamponi e roba varia, non ho avuto modo di entrare in piscina fino al 2021 quando poi ho ripreso.
Nel 2022 torno in vasca, si può dire seriamente, invitata dal nuovo coach Jacopo Spagnoli per giocare il campionato A2 con la SS Lazio,  e senza troppi pensieri non mi sono fatta pregare.
A Roma ho avuto modo di riprendere tutto quello che avevo perso e migliorare ulteriormente tutto ciò che ho potuto,  fino ad arrivare ora a fare esperienza con il setterosa che tutt'ora mi dà modo di imparare sempre di più e mi fa crescere in ogni singolo allenamento.


Quanto per te è impegnativo ed è emblema di sacrificio questa tua grande passione?  Ci racconti la tua settimana tipo?
Scegliere una vita così è un po’ un'enigma, specialmente perché mi ci sono buttata ad occhi chiusi.
Portare avanti lo studio, il lavoro e gli allenamenti non è mai facile, specialmente se per farlo devi viaggiare avanti e indietro tra Perugia e Roma, dove ovviamente non ci sono nemmeno i trasporti funzionali!
Ma è anche questa la parte divertente, non sai mai in che maniera andrà la giornata!
Nel primo anno in cui avevo iniziato ad andare a Roma mi muovevo in questa maniera:
Lunedì e martedì allenamento a Perugia; 
Mercoledì pomeriggio partenza in treno per Roma e rientro in Umbria la notte stessa con l'autobus alle 2.00 di notte poi cena e poi letto e così fino al sabato che rientravo di nuovo a Perugia per poi tornare a Roma la domenica per la partita!
Nel mentre le mattinate a Perugia si alternavano tra lavoro e conservatorio.
Raccontarlo sembra ancora più folle di come realmente sono riuscita a organizzarlo ma al momento non c'erano alternative.
Dall'anno scorso ho diminuito i viaggi,  ma sempre alle 2 di notte rientro a casa!
Immaginare una vita così fa anche pensare al fatto che il tempo per amici e famiglia sia davvero risicato anzi, spesso può capitare che non capendo le tue scelte piano piano ti lascino sola.
Nel mio caso, devo dire che amici, fidanzato e compagnia varia sono stati molto apprensivi, pazienti e di supporto, tanto che mi hanno dato la forza di fare questa vita per anni.


Quando ci si innamora si spostando montagne per raggiungere la vetta del cuore, uguale nello sport, quando la passione scoppia non c è confine che tiene.  Quale è il tuo sogno da atleta?
Il mio sogno da atleta ovviamente credo che sia un po' quello di tutti, riuscire a giocare sempre meglio fino ad arrivare ai massimi livelli ma, proprio per come dicevo precedentemente, rimanendo sempre con i piedi a terra.
La pallanuoto, specialmente femminile, non ti dà la possibilità di vivere se non hai un secondo stipendio, non è uno sport che al momento puoi paragonare al lavoro, e non perché non ci siano impegno e fatiche, ma proprio perché ci sono barriere, economiche/sociali, che non possiamo abbattere noi, non è compito dell'atleta.


Cosa cambieresti nel sistema della Pallanuoto italiana, per migliorarlo e renderlo d’interesse per altre ragazze. Quali sono i grandi limiti da superare e barriere da abbattere per una crescita del movimento sportivo?
La pallanuoto ad oggi è uno sport poco raccontato, soprattutto al femminile. Servirebbe una maggiore copertura mediatica, ma anche iniziative nelle scuole e nelle piscine per farlo conoscere. Un altro limite è la scarsa disponibilità di strutture e risorse, che penalizza soprattutto le realtà giovanili e femminili. Bisognerebbe investire in impianti, allenatori qualificati e programmi di sviluppo dedicati. Inoltre, è importante abbattere gli stereotipi di genere: la pallanuoto non è “uno sport da maschi”, e va comunicato in modo inclusivo. Infine, serve creare modelli di riferimento femminili, atlete che possano ispirare le nuove generazioni a credere in questo sport e a viverlo con passione.


Titoli ed obiettivi, dove ti vedi tra 8 anni e quale potrebbe essere la tua evoluzione da atleta?
Come mi vedrò tra 8 anni? Non lo so e non credo di volerlo immaginare. Mi piace vivere il momento e farmi trascinare dalle tante scelte istintive giuste o sbagliate. Come sono ora qui potrei benissimo essere ovunque un domani.

Quando sei in vasca, cosa senti nella tua anima? Cosa accade al tuo corpo e mente di diverso rispetto a quando sei sulla terraferma?
Quando scendo in vasca entro un una bolla isolata dal resto. Non penso a nulla se non all'allenamento. Separare i momenti della giornata è un qualcosa che mi riesce molto bene. È molto difficile che penso allo studio mentre mi alleno o al lavoro mentre studio. Ogni cosa ha i suoi momenti a cui non serve togliere la concentrazione per dedicarla ad altro. E la pallanuoto è il momento perfetto per concentrarsi su un qualcosa che non sia pesante mentalmente come magari lo è una giornata di studio.

Amori, famiglia, musica, come concili tutti questi legami con i sacrifici che hai scelto di fare per il tuo sport che ti porta a fare continue traversate lungo corsie d’asfalto?
Conciliare il tutto non è mai semplice, ma se ci si mette l’impegno, tutto diventa più facile.
Avere pazienza è la chiave per far combaciare le cose.
Amici e famiglia sono stati i primi a sostenere la mia scelta e questo ha fatto sicuramente la differenza, mentre la musica, come la pallanuoto, ha fatto sempre parte della mia vita e per questo è stato semplice darle spazio, spazio nella giornata che in realtà ha sempre avuto.

Cosa significa per te la tua carriera parallela come insegnante di musica, quanto è importante realizzarti fuori dalla vasca?
Posso dirti che il mio obiettivo è quello di portare avanti sport e lavoro il più possibile e fare vedere che si possono fare contemporaneamente più cose che amiamo, basta solo la testa e maestria nell'organizzazione!
Ciò che spero invece è che questo sport al femminile possa avere sempre più visibilità e investimenti poiché l'erba cresce dove la si annaffia!


Parlaci della prima cosa che potrebbe rendere felice il tuo cuore e del tuo sogno da consacrare da atleta e da donna.
Fare l'insegnante di musica è ciò per cui ho studiato ed è un qualcosa che mi è sempre piaciuto e che mi piacerebbe portare avanti, ad essere sincera è stato molto difficile finire gli studi dopo aver ripreso ad allenarmi perché il fare musica e il fare sport agonistico non è molto bene apprezzato per alcuni insegnanti/musicisti il che dover fare i conti anche con loro non è mai una passeggiata.
Essere ora qui dovrebbe invece dimostrargli che è più che fattibile e più che bello.