Il nuovo corso della Virtus Roma 1960 per tornare ad alti livelli
– di Luigi Capasso
Intervista al neo Presidente, Massimiliano Pasqualini.
Nella vita ci si può pentire di tutto, tranne di una cosa: avere avuto coraggio. Un'eredita' importante. Una responsabilità pesante come una scure sulla testa. La Virtus Roma 1960 fondata a Luglio 2021, poco tempo dopo l'incredibile ritiro dal Campionato e da tutte le manifestazioni sportive della Virtus Roma del Patron Claudio Toti. Ripartiti dalla Quarta Serie, la C GOLD e dal campo del Collegio Pio XI di Santa Maria Mediatrice, con l'entusiasmo del Presidente Maurizio Zoffoli e del socio, il mitico Capitano-bandiera Alessandro Tonolli. La Virtus Roma 1960, dopo una prima stagione di assestamento, già al secondo anno, dopo la riforma dei Campionati, centra una promozione storica dalla B Interegionale alla B Nazionale. Un nuovo torneo ad alti livelli, ma è nella stagione appena passata, che si cerca da subito il salto di categoria, con un cambio repentino in panchina che porta l'arrivo di Marco Calvani, head coach vice Campione d'Italia ai gloriosi tempi di Gigi Datome, Phil Goss, Lorenzo D'Ercole ed una squadra di grandi talenti. In questo campionato, ad un soffio dal traguardo della A2 con un ottimo play-off , anche i vertici societari hanno avuto uno stravolgimento. La Gvm Care & Resarch e Team Service, da main sponsor, diventano azionisti di riferimento esprimendo anche il nuovo Presidente, Massimiliano Pasqualini. Affiancati da altri partner ed investitori quali la Geco Facility, LG Demolizioni e Costruzioni, Saverio Zoffoli, Marco Fasciani e Fabio Marsili. Il nuovo Numero Uno è Dirigente di fiducia del presidente GVM Ettore Sansavini e professionista di riferimento per le relazioni istituzionali dell'Azienda sanitaria nella Regione Lazio. ProntI a riportare il Sodalizio romano dove la storia ed il blasone lo richiedono ovvero nell'olimpo del basket nostrano, combattendo in categorie che hanno visto sparire, senza colpo ferire, le prime squadre di società storiche come la Stella Azzurra e l'Eurobasket.
Presidente, ma chi gliel'ha fatto fare?
"La passione e la voglia di far tornare la passione per il pallone a spicchi nella Capitale. Nel periodo di affiancamento da sponsor, ho visto e vissuto una grande voglia di basket nella nostra città. La dimostrazione sono i 2.500 tifosi che ci hanno sostenuto in ogni partita casalinga al PalaTiziano. Entusiasmo alle stelle per una compagine che, nostro malgrado, milita nel terzo campionato nazionale. Piano piano, all'inizio magari diffidenti, ma si sono ravvicinati al campo di gioco tanti tifosi storici che hanno vissuto palcoscenici ed obiettivi diversi"
Rumors dicono di un acquisizione di un titolo di A2 e colloqui per far parte del progetto NBA Europe...
"Dobbiamo essere realisti e concreti. Non dobbiamo promettere ai nostri sostenitori racconti non realizzabili, non possiamo e non dobbiamo permettercelo. Stiamo lavorando alacremente per preparare una serie B Nazionale di alta classifica e per giocarci sul campo la vittoria, costruendo un gruppo che possa competere con tutti. Dobbiamo avere una visione, quindi prima allestire un roster forte che possa essere pronto di dire la sua anche nei prossimi anni. Per quanto riguarda il sogno a stelle e strisce al momento è impraticabile sia a livello economico che a livello di impiantistica. Ricordiamoci, che noi affittiamo ad un prezzo calmierato grazie al Comune il Palazzetto dello Sport, mentre la struttura dell'Eur è gestita da privati con oneri che, al momento, non sono percorribili"
Cosa ha visto la scorsa stagione che la fa ben sperare per il futuro?
"Vedere tanti bambini e ragazzi al PalaTiziano. Una grande emozione. Durante la settimana giriamo con i giocatori le scuole a promuovere il nostro sport ed i risultati si vedono la domenica. C'è fame di basket ed è tornata la voglia di assistere alle partite con tutta la famiglia in serenità e senza tutte le preoccupazioni che si vivono in uno stadio di calcio"
A proposito di pallone. Il sogno è di fare una partnership con la AS Roma Calcio?
"Noi siamo la Virtus Roma 1960. Rappresentiamo la Capitale a tutto tondo. I nostri supporter sono di tutte le squadre e rappresentano tutte le tifoserie. Siamo al dì sopra di qualsiasi logica che dipenda da altri sport. Sono tutti benvenuti, a patto che tifano per noi...Per strizzare l'occhiolino al nostro glorioso passato, stiamo anche studiando un ritorno ai colori arancione e blu"
Per finire cosa potrebbe rallentare questa voglia irrefrenabile di crescita?
"Chiaramente bisogna sempre avere sotto controllo il conto economico ed il business plane. Partecipare ad un campionato nazionale ed allestire una formazione competitiva comporta allocare un importante budget di spesa. La nostra è una città calciocentrica e dobbiamo sensibilizzare più imprenditori possibili per far parte del nostro mondo ed affiancarci nel nostro percorso. Sicuramente una strada in salita, ma una volta raggiunta la vetta c'è più soddisfazione..."