10 cose che non sai di Roberto Bolle

 – di Elena Oddino

 

Roberto Bolle? Praticamente perfetto. Ha il fisico di un ragazzo, bello, sexy, muscoloso. Ha due grandi occhi azzurri, la grazia e il talento di una etoile della danza mondiale senza tempo. Da poco ha compiuto 50 anni ma per Bolle, che al balletto ha dedicato la vita, questo è solo un numero che non corrisponde al suo essere. Su Instagram ha oltre 900.000 followers, vive tra Milano e New York, città di cui è innamorato. È il primo ballerino al mondo ad essere contemporaneamente étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal dancer dell’American Ballet Theatre di New York. Ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose, dall'American Ballet Theatre, all'Opéra di Parigi, il Bolšoj e il Royal Ballet. Una vita dedicata alla danza, per la gioia dei nostri occhi. Ma siete sicuri di sapere tutto di lui? Ecco 10 cose che di Bolle certo non conoscete.


Origini
Roberto è nato a Casale Monferrato, un comune in provincia di Vercelli, nel 1975. Si è innamorato della danza a 7 anni e grazie all'aiuto dei genitori, il padre carrozziere e la madre contabile, a 12 anni lascia la famiglia per trasferirsi a Milano e frequentare l’Accademia del Teatro alla Scala. Un distacco difficile, ma necessario per inseguire i suoi sogni. “I miei genitori hanno avuto una grande apertura per l’epoca, per non essere artisti, e vivendo comunque in provincia” ha detto il ballerino.


I fratelli
Bolle aveva un fratello gemello di nome Maurizio, al quale era molto legato, che però è stato stroncato da un infarto a soli di 36 anni mentre era a Parigi nel 2011. Il ballerino ha anche una sorella, Emanuela, che è la sua addetta stampa ed agente, e un fratello minore, Paolo, che si occupa della carrozzeria di famiglia.


Gli inizi
Ad 11 anni Bolle fece il suo provino alla scuola di ballo dell'Accademia Teatro alla Scala. Ma non con convinzione. "Dissi a mia madre che non mi sarei impegnato per l’audizione alla Scala, perché venire a Milano non mi interessava e non mi piaceva abbandonare la famiglia così piccolo", ha raccontato lui. "Poi, quando mi trovai all’interno della Scala e capii l’importanza e le possibilità che si aprivano, allora mi impegnai veramente”. Roberto fu ammesso alla scuola e si trasferì a Milano. Iniziando un percorso duro. Il giorno studiava le varie discipline legate al balletto, danza classica, moderna, storia della musica. E alle 18.30 andava al liceo scientifico serale, per studenti lavoratori, fino alle 22.40. “La passione. È quello che non ti fa pesare scelte che non c'entrano nulla con la spensieratezza dei 10-11 anni”, ha confessato Bolle. ”Io passavo le mie giornate a studiare ballo o a fare i compiti di scuola. Vivevo in casa di una signora anziana, lontano dalla mia famiglia, mangiavo da solo e morivo dalla nostalgia di casa. La solitudine è il prezzo che ho dovuto pagare per arrivare fin qui”.


La carriera
Nel 1990, a 15 anni, fu notato dal coreografo mito Rudolf Nureev. Lui voleva Bolle per il ruolo di Tadzio nell'opera “Morte a Venezia”. Ma la scuola gli vietò di accettare l'offerta perché troppo giovane. E fu un bene. "Avevo 15 anni, se fosse successo” dice oggi Bolle, “probabilmente mi sarei bruciato”. Nel 1995 Bolle prende il volo. Dopo il debutto a soli 20 anni in “Romeo e Giulietta”, viene nominato primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano. Divenendo una “stella” richiesta dai teatri di tutto il mondo.
A 22 anni danza per la famiglia reale britannica, incantando Lady Diana e la Principessa Margaret che in seguito lo chiamarono più volte a ballare per loro. E la sua ascesa è rapidissima. Negli anni Bolle ha
danzato con tutti i maggiori teatri e compagnie. Il Royal Ballet di Londra, il Balletto nazionale canadese, il Balletto di Stoccarda, lo Staatsoper di Berlino, il Teatro dell’opera di Vienna, il Teatro dell’opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival e il Tokyo Ballet. Nel 2002 ha danzato per le celebrazioni del Giubileo d’Oro
della regina Elisabetta II a Buckingham Palace, nel 2004, per la Giornata mondiale della gioventù davanti a papa Giovanni Paolo II sul sagrato di piazza San Pietro. Nel 2006 è stato tra i protagonisti della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino. Si è esibito anche per molte celebrità come Madonna e Sting. E nel 2016 è arrivato anche in tv, con “Danza con me”, su Rai1, per trasmettere la sua passione per la danza ad un pubblico sempre più vasto.


Premi
Nel 2004 Bolle ha avuto la sua consacrazione come Étoile della Scala. E non sono mancati premi nella carriera. Come la nomina di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2012, l'Ambrogino d'oro nel 2015, la nomina a Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, nel 2018, e quella a Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2021. Nel 2019 ha anche ricevuto il titolo di Cavaliere della Legion d’Onore in Francia.


Il privato
Bolle è riservato, estremamente riservato. Se gli chiedi della sua vita privata risponde: “Non ne parlo e basta”. Pare comunque che l'etoile sia felicemente fidanzato con Daniel Lee, 37 anni, designer britannico, ex direttore creativo di Bottega Veneta, e oggi a capo di Burberry. A unirli c'è la passione per l'arte, la moda e la danza. Bolle non ha mai dato nessuna conferma del suo legame, ma spesso i due sono stati fotografati insieme. Pur se si vedono poco visti gli impegni reciproci. "Nella vita privata riesco a  ritagliarmi degli spazi molto belli, soprattutto all'estero dove c'è meno curiosità".


Allenamento
Disciplina, costanza e dedizione. Sono i tre must che hanno creato il mito Roberto Bolle. Il suo allenamento quotidiano comprende almeno un’ora e mezza di lezione tra sbarra e salti. Poi le prove a teatro, due ore al mattino e tre al pomeriggio. Oltre a esercizi di stretching, pilates o yoga, da svolgere in palestra secondo le esigenze del momento. Sette ore in tutto, ogni giorno, che aumentano però in vista di grandi spettacoli.


Il fisico 
Perfetto. 1 metro e 82 di altezza per 80 Chili. E 45 di piede che certo aiuta. «Ho sempre avuto un corpo molto reattivo, flessibile, portato per le discipline sportive” ha detto Bolle, “e una consapevolezza innata del fisico che adesso ho imparato a chiamare propriocentrismo. È un dono che va allenato, altrimenti si disperde”. “Nessuno sa la fatica che sta dietro a un corpo come il mio, tutto il dolore di cui è fatta la leggerezza e l'armonia che mi vedete addosso”, ha raccontato il ballerino. “Forgiare il corpo, salire sulla punta dei piedi, ruotare le gambe oltre i limiti delle articolazioni è una sofferenza che non ti abbandona. Il limite si sposta e tu lo insegui. Da giovane sei flessibile, balli e basta. Oggi devo fare riscaldamento e sedute interminabili di stretching”.


Dieta
“Non seguo una dieta particolare, ma sono molto attento a quello che mangio” dice Bolle, “Non è una questione di calorie, perché noi ballerini consumiamo molto, ma di qualità. Evito il più possibile la carne, prediligo il pesce, tanta verdura e frutta, anche quella secca, alla pasta preferisco il riso, bevo moltissima acqua». Il suo piatto preferito è il Risotto di zucca, va pazzo per Cioccolato fondente al 75%, che porta con sé anche in sala ballo, beve vino solo per brindare e non ha mai fumato. Ma il vero segreto della sua dieta è
bere almeno 7 litri di acqua al giorno.


Passioni
Oltre alla danza, il ballerino non ha mai nascosto la sua simpatia per la Juventus. Nella musica ama Jovanotti, i Coldplay e Sting. Quanto ai difetti, il ballerino riconosce di essere disordinato
e “incapace” di ricordare i compleanni.