UNIONE RUGBY CAPITOLINA

25 ANNI: 1996 – 2021

 

L’Unione Rugby Capitolina nasce nell’estate del 1996 per opera di un gruppo di Fondatori composto di giocatori, allenatori ed anche genitori che non avevano mai praticato il rugby.

Tutti erano spinti da un unico desiderio, avviare un vero e proprio “Club”, inteso non solo come un luogo fisico ma anche, e forse più, come una comunità che insieme al rugby curasse lo sviluppo e la crescita dei giovani “a tutto tondo”.

LA COSTRUZIONE 1996-2000

Costituita la società, ed avviato il reclutamento dei bambini, la Capitolina comincia la sua attività nel settembre del 1996 con un gruppetto di 40 piccoli atleti dai sei ai tredici anni.

Gli allenamenti si svolgevano nell’area di meta di uno dei campi dell’Acqua Acetosa, gentilmente concesso dal Presidente della Lazio Rugby.

Da subito il primo ambizioso obiettivo: costruire una propria casa per poter soddisfare tanto le esigenze sportive quanto quelle sociali. Dopo due anni di ricerca arriva la scoperta dell’attuale sito di via Flaminia che piano piano viene bonificato da un insieme di edifici abbandonati e semi distrutti nonché di campi da tennis ormai coperti da vegetazione selvaggia.

Terminati questi lavori, l’attività sportiva si sposta sul campo in via Flaminia all’inizio del 1998 con un’insolita inaugurazione.

Sulla giovane e fitta erba del campo appena realizzato e senza spogliatoi di supporto, la Nazionale Italiana di Coste e Mascioletti si allena in preparazione di una di quelle che sarà una delle vittorie che apriranno le porte del Cinque Nazioni, quella in Irlanda.

Sul nuovo campo vengono portati due container dotati di docce che saranno gli spogliatoi per qualche anno. I numeri dei tesserati aumentano, e con essi anche quelli dei sostenitori che in qualità di Soci contribuiscono all’attività. Nel settembre del 1998 prende vita anche la prima squadra seniores che il Club iscrive al campionato di serie C2.

IL CONSOLIDAMENTO 2000-2009

I lavori del secondo campo, degli spogliatoi, della palestra e della club house terminano nel 2000 e da quel momento l’Unione può iniziare a consolidare la propria attività sportiva. Le giovanili iniziano a crescere in numero e in qualità arrivando in varie occasioni a giocarsi le fasi finali dei campionati Under 16 e Under 18.

Tra il 2002 e il 2003 si ricordano due momenti fondamentali per la vita sportiva e sociale: si apre il ristorante del club (l’Hostaria del campo) direttamente gestito dalla Capitolina e la squadra U19 vince la finale del campionato Italiano. Il movimento giovanile è consolidato, l’impianto ormai quasi terminato. e la dirigenza nota che Roma ha un vuoto nella prima divisione (il Super 10) professionistica.

L’URC prova quindi la strada del professionismo italiano, senza limitare anzi aumentando il proprio impegno nei settori giovanili e negli investimenti sulla struttura di via Flaminia. La prima squadra affronta tre stagioni in Super10 senza mai retrocedere; verso la fine del 2008 ci si rende conto che il professionismo nel rugby italiano non è una via realizzabile e che la nascita delle franchigie che parteciperanno alla Celtic League e la formazione di base sono l’unica strada da perseguire.

Non solo, i primi presagi della profonda crisi economica che sconvolgerà il mondo a breve, chiarisce ancora di più l’indirizzo strategico delle risorse.

Da qui la decisione, forte e coraggiosa, di rinunciare alla serie professionistica, ricominciare dalle serie inferiori e di investire le risorse nel secondo campo trasformandolo in erba sintetica di ultima generazione per innalzare la qualità degli allenamenti. L’idea era chiara ed il solco segnato, aumentare il budget dedicato ai settori giovanili era una inevitabile conseguenza.

LA CAPITOLINA OGGI

Negli anni l’Unione Rugby Capitolina ha continuato e continua con orgoglio ad essere quella che è stata sin dalla sua genesi, un Club che mira all’eccellenza, intesa non come risultato sportivo, ma come stile nell’approccio alle dinamiche che quotidianamente si presentano a tutti i componenti del Club.

Con il taglio della squadra professionistica il la Prima Squadra è ripartita dalla Serie B, non solo non utilizzando più giocatori stranieri ma anzi rilanciando la propria sfida schierando tutti giocatori che a loro volta versavano (e versano tutt’ora) la quota sociale.

La squadra, composta da quasi tutti giocatori formati nel proprio vivaio, in quattro anni conquista una promozione dopo l’altra tornando nuovamente nella prima divisione nazionale. Nonostante l’avventura sia durata una sola stagione, i ragazzi di Via Flaminia 867 hanno dimostrato di poter tenere testa a squadre formate da giocatori professionisti.

Da anni punto fermo della Serie A, più volte nel corso delle stagioni la Prima Squadra ha partecipato alle fasi finali per la promozione in Top 10, spesso spaventando squadre più accreditate.

Dal 2016, inoltre, alle squadre maschili si affiancano anche quelle femminili, sia a livello giovanile sia a livello seniores. Sin dalla prima stagione, le capitoline si fanno conoscere in tutta Italia conquistando la Coppa Italia di rugby a 7. Nel 2018 inizia l’avventura in Serie A, e nasce la partnership con il Frascati Rugby Club. Nel 2019 arriva la prima, storica semifinale scudetto.

Il settore giovanile continua ad essere, non solo quantitativamente ma anche qualitativamente uno dei più importanti d’Italia, conquistando, tra il 2011 ed il 2016, ben quattro campionati Under 16 e sfiorando il titolo Under 19 in più occasioni.

Non sono però solo i titoli a determinare la qualità di un settore giovanile: sono infatti numerosi i ragazzi e le ragazze usciti dal vivaio capitolino e convocati nelle rappresentative nazionali ai vari livelli, oppure chiamati a giocare in Club di Top 10 o all’estero.

Non solo squadre agonistiche: anche a livello amatoriale l’Unione Rugby Capitolina si fa conoscere. Come i Veterani, la squadra Old del Club, nata nel 2002 e conosciuta in tutta Italia ed Europa grazie ai numerosi tour effettuati negli anni. Come i Toccati, squadra di Touch Rugby mista maschile e femminile, formata da ex giocatori, neofiti, genitori, che partecipano a numerose iniziative lungo tutto lo stivale. Oppure come gli ImplaccAbili, la squadra di Rugby Integrato del Club dove Atleti con diverse abilità si confrontano su base paritaria e a pieno contatto, per una reale inclusione e relazione tra le persone.

Ma che nessuno dimentichi mai che i risultati sportivi sono solo conseguenza della Missione della Capitolina, che non è vincere bensì formare: formare persone-atleti che crescano in un Club che dovrà continuare nel tempo il suo percorso (la lettera maiuscola non è un errore).