DAVIDE BONORA – ALEX RIGHETTI

Abbiamo incontrato due grandi campioni del Basket appassionati di Padel che ci hanno raccontato le loro sensazioni….

Come può un “tiro da 3” somigliare a un “x 3”? Sono andato a chiederlo (sfacciatamente) a due campioni del basket che giocano a Padel. Davide Bonora e Alex Righetti, rispettivamente coach e assistant-coach - nonché giocatore - dell’Eurobasket Roma, serie A2 di pallacanestro. Prima di andare a trovarli, sono i titolari del circolo “Eur Paddle” in via dei Georgofili sulla Cristoforo Colombo a Roma, ho provato a mettere insieme i loro numeri, le loro storie. 567 partite ufficiali per Bonora nel campionato italiano in 22 anni di carriera, dall’89 al 2011, passando per 2 scudetti, 1 Eurolega con la Virtus Bologna, 2 Coppa Italia, 1 Saporta e via dicendo. Medaglia d’oro agli europei del 1999 con la Nazionale e bronzo nel 2003. Alex Righetti invece gioca ancora ma aiuta Bonora nella gestione tecnica della squadra. In 24 anni di basket Alex ha disputato 549 partite ufficiali nel campionato italiano e 117 con la Nazionale (ha vinto l’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 – io c’ero - e il bronzo agli europei 2003). Sentire il parere di due grandi personaggi dello sport italiano sulle dinamiche del nostro sport – che deve ancora crescere molto - è stato interessante e spero possa esserlo anche per voi.
Davide Bonora quanti tornei hai fatto?
“Qualcuno. Due o tre. Non tanti, perché la famiglia e il basket (che è il suo lavoro n.d.r.) sono le mie priorità e nel week end mi è impossibile dare disponibilità. Quando mi sono iscritto al torneo dell’Oasi di Pace è stato più un problema che un piacere riuscire a conciliare tutti gli impegni. Il Padel però che mi piace moltissimo e l’adrenalina che ti da un torneo è qualcosa di unico. I miei amici minimizzano. Dicono che con tutte le partite che ho fatto quelle del Padel sono nulla a confronto ma io non sono d’accordo perché questo gioco ha qualcosa di magico. Poi qui fatico tantissimo, mi devo sempre impegnare al massimo senza perdere mai la concentrazione perchè non ho la stessa padronanza che ho nel Basket.”
Quante volte giochi?
“Due volte al giorno. Sono fortunato perché con il Basket ci alleniamo nello stesso complesso sportivo in cui abbiamo i campi di Padel”.
Davide è lavoratore che non si risparmia. Se vogliamo un duro, riuscire a strappare un commento sul suo stile di gioco è quasi impossibile. Profilo basso, niente sparate come siamo abituati nel nostro mondo... Proviamo allora a metterla in forma indiretta e ironica.
“Tutti dicono che come stile faccio schifo e io sono d’accordo. Si vede che non sono mai stato impostato neanche da tennista però ho gambe, senso della posizione e testa. In una parola “tigna”. Insomma mi devi battere. Mi devi battere” - ripete due volte il concetto come per essere sicuro che abbia capito. Lo sguardo è determinato e fisso nei miei occhi, come se fosse in attesa di ricevere un mio servizio…
Chi è il tuo partner?
“Il mio compagno abituale è quello che odio di più: Poppi (Giampaolo Catena). Se ci gioco contro è l’avversario più antipatico che ho mai affrontato in vita mia. In campo è insopportabile. Anche io sono fatto così.”
Nel senso che vi rubate i punti?
“No, sotto questo punto di vista siamo “abbastanza” onesti. In campo però lui è un presuntuoso e io sono come lui quindi ci scontriamo a viso aperto. E’ una guerra.”
Giampaolo viene dal tennis e quindi se la tira un po’?
“Beh, chi ha giocato a tennis ha un tocco di palla sicuramente superiore alla media e ti guardano dall’alto verso il basso come per ricordatelo ma poi in partita sono più esaltati degli altri. I tennisti puristi all’inizio lo criticano ma se lo provano non lo mollano più.”
Con le sponde come te la cavi?
“Non mi hanno mai spaventato. Ho iniziato a fare lezione con Fabrizio Anticoli che mi ha testato subito e devo dire che non ho risposto abbastanza bene anche perché posso contare su un bel gioco di gambe.”
Il movimento che si fa in difesa quando recuperi una doppia sponda e ti giri intorno alla palla prima di colpirla ti ricorda qualcosa del basket?
“Si il piede perno. Tenere fisso un piede e girarsi con l’altro. Anche nei movimenti in campo è simile, tipo quando torni indietro per recuperare un pallonetto. Ci sono molti movimenti laterali che sono la base del basket. Roberto Agnini, da buon bolognese appassionato di basket, dice ci sono diverse cose in comune .”
Nel Padel italiano pochi allenamenti e molte partite. E’ giusto?
“E’ una questione di pigrizia, la maggior parte dei giocatori sono over 30 e vogliono soprattutto divertirsi. Sono pochi quelli che studiano una preparazione fisica, che vanno in Spagna a perfezionarsi. Lì sono avanti anni luce rispetto a noi. Il Padel è uno sport molto più fisico di quello che sembra apparentemente. Devi stare sempre piegato, quindi devi avere due gambe forti e preparate. Devi stare sempre in posizione di mezzo squat e non è facile. Si tratta anche di mentalità, faccio sempre l’esempio di mio figlio che ha smesso di giocare a basket perché gli facevano fare troppo allenamento fisico. I fondamentali possono essere noiosi ma soltanto ripetendo un gesto si migliora tecnicamente. La svolta ci sarà solo quando cominceremo a lavorare seriamente sui bambini di 6-7 anni.”
Come vi dividete tra Basket e Padel?
“La gestione tecnica di una squadra di Basket è molto impegnativa. C’è un gran lavoro e studio per preparare gli allenamenti che sono sempre in funzione degli avversari da incontrare ma i campi di Padel sono qui, appena fuori del tendone, e quindi è facile riuscire a fare almeno una partitella al giorno.”
Alex Righetti ha 40 anni, quattro in meno del suo amico e collega. Gioca ancora e fa l’allenatore in seconda della squadra dell’Eurobasket
“La nostra giornata inizia presto con l’attività del Padel, Abbiamo la fortuna di avere dei collaboratori che portano avanti il lavoro. Noi arriviamo appena abbiamo accompagnato i figli a scuola. Alle 10,00 abbiamo l’allenamento con la squadra poi alle 12,00 circa torniamo qui al Padel e giochiamo sino alle 16,30-17,00 e poi torniamo di nuovo al Basket. Poi sfiniti andiamo a casa.”
Come giocatore di Padel come ti definisci?
“Voglioso di imparare e migliorare. Sono abbastanza scarso perché non ho mai avuto una base tennistica. Sono un autodidatta e quel poco che ho imparato l’ho fatto giocando, divertendomi e guardando quelli più forti di me.”
Sei alto 1.98, sei atletico, nazionale di basket, e via dicendo…Il tuo smash deve essere pauroso…
“Si, perché spesso e volentieri finisce sul vetro…”
“Per tre” e “tiro da tre” hanno qualcosa in comune?…
la mia domanda è una provocazione, direi quasi una stupidaggine ma Alex è talmente gentile che sorridendo mi risponde, con la faccia però di chi sta pensando: ma che domanda è? …
“Tecnicamente sono molto diversi. Il tiro del basket va verso l’alto e quello del Padel verso il basso” - non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro quindi… poi però continua concedendomi una possibilità di evitare la figuraccia – “Forse la parte finale del movimento può ricordare il movimento del polso nella pallacanestro….”.
Tiro un sospiro di sollievo, Alex sei un grande! Mi hai graziato, ma ora ho capito di aver detto una grande stupidaggine…
Che soddisfazione c’è a stare dentro una scatola di vetro come quella di un campo di Padel…
“E’ un gioco molto dinamico in cui il dialogo con il tuo compagno è fondamentale. Ci si deve aiutare. E’ un gioco di squadra. Poi c’è la componente agonistica che è fortissima. Io mi esalto e non sento la fatica. Non smetterei mai. La rivalità sportiva, la voglia di vincere sono elementi di cui non posso fare a meno. A Padel puoi giocare anche se non hai mai preso in mano una racchetta da tennis, entri in campo e ti diverti. E’ diverso dagli sport”.
Davide, quando aprite una scuola Padel per bambini?
“E’ ancora presto. Abbiamo solo quattro campi e siamo limitati a sviluppare una vera e propria Accademia. I praticanti sono ancora pochi. Faccio un esempio: E’ venuta una madre che voleva iscrivere il figlio. Era disponibile però soltanto a un orario e in alcuni giorni….”
Cerco di stimolare una piccola competizione tra loro ma ovviamente la risposta non è altrettanto precisa…
Alex, chi è più forte tra te e Davide?
“Davide è forte … - pausa - … mentalmente.”
Interviene Davide sorridendo: “Detta così potrebbe essere anche un complimento, no?” – poi si gira verso Alex e aggiunge - “Oppure no?.”