IL GIRO DEL MONDO IN 10 GELATI
Seguiteci alla scoperta di gusti e usanze del dolce più amato da noi italiani e non solo. Anno dopo anno il gelato si è sdoganato dall’idea tradizionale di semplice dessert ed è entrato nelle cucine di ristoranti gourmet, nei menù degli chef stellati e nel nostro immaginario. Se da una parte, specialmente per noi italiani, il gelato è una cosa seria, dall’altra esiste in versioni talmente curiose, strane e originali, da meritare un approfondimento a parte. Scopriamo come alcune nazioni interpretano il gelato.
India: Kulfi
Il kulfi è un dessert a base di latte surgelato originario dell’India nel XVI secolo. Viene spesso descritto come "gelato tradizionale indiano". Simile al gelato nel gusto e nell’aspetto ma più denso e cremoso. A differenza del gelato, il kulfi non viene montato, risultando in un dessert congelato solido e denso simile al gelato tradizionale a base di crema pasticcera. Per questa sua densità, il kulfi impiega più tempo a sciogliersi rispetto al gelato occidentale ed è quindi più facile da servire al ristorante. I gusti più tradizionali sono crema (malai), rosa, mango, cardamomo, zafferano e pistacchio, seppure negli ultimi anni sono diventate popolari alcune variazioni quali arancia, fragola, mela, arachidi e avocado.
Turchia: Dondurma
Si dice risalga all’Impero Ottomano, e forse anche più in là. La ricetta del dondurma, ancora oggi molto diffuso in Turchia, prevede zucchero, panna montata, salep (una farina particolare) crema e mastice (si avete letto bene, mastice!). Sicuramente uno dei gelati più particolari al mondo, molto pastoso, di consistenza densa, e naturalmente “filante”. Se capitate in Turchia, andate a vederlo impastare e ovviamente assaggiatelo.
Singapore: il panino gelato
A Singapore la vita non si ferma mai. La città tra finanza, commercio e culture differenti sembra assorbire le influenze di ogni parte del mondo. Ecco perché non deve sorprendere più di tanto che lo street food più amato sia il (tradizionale!) panino gelato. Due fette di pane morbido, spesso colorate, (molto diffusa è anche la “variante wafer”) racchiudono letteralmente una fetta di gelato, tagliata come un formaggio, nei gusti più classici tra cui panna, fragola, banana e cioccolato.
Giappone: Mochi e Honey Toast
Va bene, lo ammettiamo. Il Giappone è cosi ricco di curiosità gastronomiche che una sola non bastava, e per questo ne abbiamo scelte due: Mochi e Honey Toast
Mochi
Se non siete troppo sensibili alla consistenza (la famosa “texture”) dei mochi, allora è probabile che li amerete. Disponibili praticamente in tutte le città, piccole e grandi, a prima vista potreste confondere questi piccole palline di gelato come macarons. Il gelato è modellato in cerchi di dimensioni ridotte e viene avvolto in pasta di riso per evitare che si sciolga. Assolutamente da provare.
Honey Toast
Noto anche come “Toast Shibuya”, “Toast Brick” e “Hanito” è un dessert giapponese che ha avuto origine appunto nel distretto di Shibuya Il componente principale è il pane, preferibilmente pain de mie (pane in cassetta alla francese), il quale viene scavato e tagliato a cubetti. La crosta esterna e i cubetti vengono caramellati al forno con burro e miele, e quindi riempito a piacere (frutta, noci, sciroppi vari, panna montata) e alla fine viene accompagnato (o sormontato) con del gelato.
Thailandia: Gelato arrotolato thailandese (I Tim Pad)
Bella e pittoresca, conosciuta soprattutto per le sue spiagge e le sue bellezze naturali, la Thailandia annovera un clima umido e caldo che rimane costante quasi tutto l’anno. Se capitate in Thailandia non vi farete sfuggire l’opportunità di rinfrescarvi provando i bellissimi “gelati arrotolati” (meglio noti come I Tim Pad). Facile da mangiare in viaggio, sono uno street food molto popolare. I gelatieri non mantecano il gelato, ma lo congelano molto rapidamente per creare un disco sottile congelato che raschiato forma dei piccoli rotoli di gelato, poi guarnito e decorato con frutta e sciroppi vari.
Nuova Zelanda: Hokey Pokey Ice Cream
Un gelato tipico della Nuova Zelanda è l’Hokey Pokey. Consiste in pratica in semplice gelato alla vaniglia mescolato con scaglie sbriciolate di Honeycomb toffee: una sorte di dolce (letteralmente traducibile come “caramello a nido d’ape”) che viene sbriciolato su creme e gelati per dare una piacevole nota croccante. Il risultato è un gelato super ricco e cremoso, popolare in tutte le isole del nord e del sud della Nuova Zelanda.
Medio Oriente: Booza
Tipico dei paesi affacciati sul Mediterraneo Orientale — Turchia, Libano, Israele e Siria, ma si trova anche in Grecia — questa preparazione dolce ha una base che conosciamo: una miscela di latte e zucchero mantecata fino ad acquisire una certa consistenza. Poi intervengono due ingredienti particolari. Da una parte il salep, una polvere derivata dai bulbi di orchidea, e dall’altra il mastice di Chios, una resina naturale proveniente dal lentisco. Si scrive anche bouza e si trova soprattuto nei chioschi per strada, servito in cialde a sezione rettangolare. La sua particolarità? Per la sua natura ‘gommosa’ fa fatica a sciogliersi anche sotto il sole più caldo.
Filippine: Halo Halo
Significa ‘mescola mescola’ in filippino, ed è un dolce che prevede sempre una parte di latte, però in versione condensata (per la precisione ‘evaporata’). Si mescola poi a ghiaccio tritato e si completa con una serie di altri ingredienti: cubetti di gelatina di ananas o cocco (nata de pina e de coco), il sago — ovvero perle di tapioca —, i fagioli rossi mungo, il pinipig (una sorta di riso soffiato) e infine l’ube, una patata viola in purea. Il risultato è un mix coloratissimo e dalla texture imprevedibile.
Hawaii: Shave Ice
I viaggi degli emigrati giapponesi verso le Hawaii ai primi del Novecento fecero sì che su queste isole si diffondesse una versione locale del kakigori. Oggi si chiama Shave Ice, e prevede che il ghiaccio tritato venga poi compattato in una coppa o in un cono. Questa base si completa innanzitutto con sciroppi alla frutta, tra cui anche quello alla prugna secca alata (hing mui), poi ancora latte condensato e addirittura, a volte, mochi. A New York c’è stato chi ha pensato di combinare Shave Ice e il classico gelato, partendo dalla raschiatura di un blocco di ‘ice cream’. Com’è andata? Forse non troppo bene, considerando che oggi la catena Snow days risulta ovunque chiusa.