LE MICRO-IMPRESE TRA ECCELLENZA E OSTACOLI  

 

In occasione del 6° Meeting della Confederazione AEPI sul Made in Italy “UNIRE LE ECCELLENZE PER AVERE L’ECCELLENZA”, l’istituto demoscopico LAB21 ha realizzato un sondaggio basato su 1.000 interviste valide e complete rivolte a un campione di Micro-imprenditori e Liberi Professionisti italiani, stratificato per settore merceologico, genere, età e titolo di studio. La rilevazione, condotta a maggio 2025, utilizza modalità miste (telefoniche e web), e restituisce una fotografia attendibile con un intervallo di confidenza del 95%.. L’indagine copre l’intero territorio nazionale con un livello di confidenza pari a ±2,1%, assicurando solidità e affidabilità ai risultati rilevati. 

 

I PRINCIPALI OSTACOLI ALL’EXPORT
Secondo le micro-imprese italiane, l’internazionalizzazione resta una sfida complessa. I principali freni individuati sono:

• Mancanza di fondi (24,5%)

• Carenza di competenze specifiche (18,0%)

• Barriere burocratiche e normative (17,5%)

• Scarsa conoscenza dei mercati esteri (13,5%)

• Barriere linguistiche e culturali (18,5% sommando i due ambiti)

• Concorrenza delle grandi aziende internazionali (8,0%)

 L’85,8% degli intervistati considera l’impatto degli ostacoli significativo o molto significativo, segno di un disagio profondo e strutturale che ostacola l’espansione estera del made in Italy artigianale e territoriale.

 

EXPO 2025: SIMBOLO O LEVA CONCRETA?
Il sondaggio include anche una domanda chiave sull’imminente Expo 2025, considerato da molti come un’occasione per rilanciare il sistema-Paese. Il 73,3% del campione ritiene che rappresenti un’opportunità concreta, anche se solo il 45,1% lo vede come realmente significativo. Un 26,7%, invece, lo considera un evento puramente simbolico.
Questa divisione di giudizio indica una certa disillusione, o quanto meno, la consapevolezza che le occasioni vanno trasformate in strategie sistemiche per generare impatti reali. Senza un’azione coordinata tra istituzioni, territori e imprese, Expo rischia di rimanere una vetrina più che una leva.

 

MADE IN ITALY: ECCELLENZE DA CONNETTERE
L’indagine sottolinea una visione sistemica che ancora fatica a realizzarsi. Le eccellenze italiane sono capillari, diffuse, ma troppo spesso frammentate. Il report ci ricorda che la qualità da sola non basta: servono infrastrutture relazionali, strumenti finanziari adeguati, formazione specialistica, supporto all’export e una visione strategica condivisa.

 

TRE PRIORITÀ PER IL FUTURO

• Investimenti in formazione manageriale e linguistica, soprattutto in ottica export.

• Snellimento burocratico e accesso semplificato ai fondi, anche per le imprese sotto i 10 dipendenti.

• Piattaforme di rete tra micro-imprese e distretti, per favorire sinergie e aggregazioni di valore.