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LE STRADE BLU DEL LAZIO

 

Sport, ambiente e turismo sostenibile nei laghi e sulla costa della regione: cinque tappe per raccontare il territorio attraverso sport, ambiente e cultura.

A cura di Sergio Schiavone

 

A cura di Sergio Schiavone

Cinque tappe, cinque province, un unico filo conduttore: l’acqua come elemento identitario del territorio laziale. È questo il cuore del progetto “Le Strade Blu del Lazio”, che si è svolto nel mese di aprile, promosso dalla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva, Attività Subacquee e Nuoto Pinnato) e finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando “Sport in Festa”. Un percorso educativo e ambientale che ha coinvolto centinaia di studenti, associazioni e amministrazioni locali, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio naturale e culturale della Regione attraverso lo sport e la tutela degli ecosistemi acquatici.

LA PRIMA TAPPA si è svolta sulle rive del Lago di Canterno, in provincia di Frosinone. Qui gli studenti dell’Istituto paritario Bonifacio VIII di Anagni hanno partecipato a due giornate di approfondimento: la prima dedicata alla raccolta dei rifiuti nella riserva naturale, affiancando all’azione concreta di pulizia momenti di approfondimento sulla biodiversità e sull’importanza della conservazione ambientale; la seconda, che si è svolta in un laboratorio creato ad hoc, è stata utile a capire i meccanismi della fosforescenza marina e la loro utilità per la vita umana.

IL VIAGGIO È POI PROSEGUITO al Lago di Nemi, nel cuore dei Castelli Romani. In questo scenario ricco di storia, i ragazzi hanno scoperto il legame tra il lago, il santuario di Diana Nemorense e le celebri navi romane, comprendendo come il patrimonio culturale e quello naturalistico possano raccontare insieme l’identità di un territorio. Questa tappa ha visto la partecipazione anche di un gruppo di anziani con difficoltà motorie, e provenienti dalla locale Villa delle Querce, che hanno potuto vivere una bellissima esperienza interagendo con i giovani e con gli istruttori della FIPSAS.

TERZA FERMATA a Capodimonte, nel viterbese, sul Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa. Le attività hanno permesso ai partecipanti di conoscere le tradizioni locali, le peculiarità ambientali dell’area e il ruolo dell’acqua nello sviluppo delle comunità che da secoli vivono sulle sue sponde. Di grande interesse la visita guidata all’antica città di Bisenzo, già presente sul territorio all’età del bronzo e di cui ci restano tracce sulla costa dell’attuale lago.

LA QUARTA TAPPA ha portato il progetto sul mare, a Gaeta, in provincia di Latina, città simbolo della cultura marinara laziale. Sulla spiaggia di Serapo gli studenti hanno preso parte a laboratori di biologia marina, ad attività sportive e alle iniziative di educazione ambientale organizzate dalla Federazione, sperimentando direttamente il valore del rispetto del mare e delle sue risorse.

IL PERCORSO SI È CONCLUSO al Lago del Turano, in provincia di Rieti. Qui bambini e ragazzi hanno partecipato a laboratori sulla pesca sportiva responsabile, sul compostaggio e sulla sostenibilità, in una giornata che ha rappresentato la sintesi perfetta dei valori del progetto: educazione, inclusione e rispetto per l’ambiente.

“Le Strade Blu del Lazio” ha così costruito una vera e propria narrazione dell’acqua che attraversa l’intera Regione, lasciando un messaggio forte alle nuove generazioni: conoscere e vivere il territorio è il primo passo per proteggerlo e valorizzarlo. L’evento ha così catturato l’attenzione della Rai che ha concesso il patrocinio. L’attività è stata documentata da video professionali per ogni tappa che sono confluiti in un docu-video finale riepilogativo che sarà ceduto alla stessa Rai affinché diventi strumento di promozione e di educazione all’ambiente per una platea più estesa e numerosa attraverso i propri canali televisivi e tematici.

 



La Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS) rappresenta da oltre settant’anni il punto di riferimento nazionale per gli appassionati di pesca sportiva, attività subacquee e nuoto pinnato. Riconosciuta dal CONI e affiliata agli organismi internazionali di settore, la Federazione promuove la pratica sportiva, la tutela dell’ambiente acquatico e la formazione tecnica degli atleti e degli operatori.

Tra le principali attività della FIPSAS vi è l’organizzazione di competizioni a livello locale, regionale, nazionale e internazionale nelle diverse discipline della pesca sportiva: tra cui pesca al colpo, surfcasting, pesca in apnea, pesca con la mosca, pesca in mare e l’organizzazione di tutte le competizioni delle discipline subacquee e del nuoto pinnato. La Federazione coordina inoltre le squadre nazionali che rappresentano l’Italia nelle manifestazioni internazionali, ottenendo spesso risultati di prestigio.

Un ruolo fondamentale è svolto dal settore delle attività subacquee, che comprende corsi di formazione per sommozzatori, istruttori, assistenti bagnante e operatori specializzati. Attraverso programmi didattici certificati, la FIPSAS contribuisce alla diffusione di una cultura della sicurezza e della conoscenza dell’ambiente marino e delle acque interne.

La Federazione, in quanto associazione nazionale di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, è inoltre impegnata nella salvaguardia degli ecosistemi acquatici. In collaborazione con enti pubblici, associazioni e istituti di ricerca, promuove iniziative di monitoraggio ambientale, ripopolamento ittico, pulizia di fondali e sponde, nonché campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani e agli appassionati. Promuove campagne storiche come “Pulifondali e Pulispiagge”, arrivata alla sua sesta edizione, che in occasione della Giornata dell’Ambiente, coinvolge migliaia di volontari sull’intero territorio italiano che sia in mare che sui laghi e fiumi si adoperano per raccogliere rifiuti di ogni genere, tra cui plastica, reti fantasma e cicche… L’edizione di questo 2026 ha visto protagonista e attiva nella raccolta la FIPSAS in contemporanea su oltre 50 località marine e lacustri.

Particolare attenzione da parte della Federazione, che è attiva nel Terzo settore, è dedicata  alla formazione delle nuove generazioni con progetti scolastici, eventi divulgativi e attività sportive che favoriscono il rispetto della natura e la pratica di uno sport sano e sostenibile. Infatti, organizza progetti didattici per sensibilizzare i bambini e i giovani sul rispetto degli ecosistemi acquatici, della biologia marina e del consumo idrico consapevole. Grazie a una rete capillare di società affiliate e volontari presenti su tutto il territorio nazionale, la FIPSAS, attraverso la gestione e il supporto attivo di progetti di “citizen science”, mette a frutto la capillarità dei suoi tesserati – subacquei, pescatori e apneisti – come "sentinelle" sul territorio per raccogliere dati utili alla ricerca scientifica.

La mission è continuare a diffondere i valori dello sport, dell’educazione e della sostenibilità ambientale, della sicurezza in acqua, contribuendo, in questo modo, alla crescita di una comunità sempre più consapevole e responsabile.

Intervista al Presidente FIPSAS, Prof. Ugo Claudio Matteoli

  1. Presidente, qual è la missione principale di questi progetti realizzati dall'associazione?
  2. La nostra missione è valorizzare il territorio attraverso lo sport federale, promuovendo al tempo stesso forme di turismo sostenibile che consentano di scoprire e vivere le bellezze naturali delle nostre regioni nel pieno rispetto dell'ambiente.
  3. Quale ruolo riveste l'educazione ambientale nelle vostre attività?
  4. È uno degli aspetti centrali del nostro impegno. Crediamo che la tutela dell'ambiente debba partire dalla conoscenza e dalla consapevolezza. E i nostri tesserati, atleti, sia pescatori o subacquei che pinnatisti, sono le principali sentinelle a difesa degli ecosistemi acquatici e ambientali. Per questo coinvolgiamo attivamente le scuole del territorio in percorsi educativi che avvicinano i giovani ai temi della sostenibilità e della salvaguardia delle risorse naturali.
  5. In che modo l'associazione contribuisce alla tutela degli ecosistemi acquatici?
  6. Attraverso iniziative di sensibilizzazione, attività sul campo e collaborazioni con enti e istituzioni, promuoviamo la protezione degli ecosistemi acquatici, sia delle acque interne sia dell'ambiente marino. La conservazione di questi habitat è fondamentale per il benessere delle comunità e delle future generazioni.
  7. Quali strumenti e attività mirate mettete in campo per tutelare l’ambiente acquatico?
  8. Vigilando e controllando le acque attraverso centinaia di guardie ittiche volontarie che contrastano il bracconaggio, segnalano inquinamenti e contribuiscono alla protezione della fauna e degli habitat acquatici. Tutelando e incrementando il patrimonio ittico, partecipando a interventi di recupero della fauna ittica, ripopolamenti e gestione sostenibile delle acque.
  9. Quali opportunità offrite ai giovani?
  10. Investiamo molto nella formazione delle nuove generazioni. Organizziamo attività didattiche, laboratori ed esperienze sul campo che permettono ai ragazzi di acquisire competenze pratiche, sviluppare senso di responsabilità e diventare protagonisti attivi nella tutela del territorio e dell'ambiente.
  11. Qual è il messaggio che desidera lanciare alla comunità?
  12. Invito tutti a partecipare e a sentirsi parte di un progetto condiviso. Lo sport, la natura e l'educazione rappresentano strumenti straordinari per costruire una comunità più consapevole, inclusiva e attenta al futuro del nostro territorio.

 

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