• Simone Alessio, un argento che vale Storia

    Simone Alessio, un argento che vale Storia

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  • SEMPLICEMENTE TORMENTO...

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SEMPLICEMENTE TORMENTO...

 

Un ragazzo di Reggio Calabria che trova il successo ai confini della Brianza. Sei un perfetto testimonial per i ragazzi di oggi, che chi crede in qualcosa può arrivare dove vuole?
Che piacere essere qui con voi! Si una cosa che dico sempre nei miei live è che non serve sognare. Basta impegnarsi a fondo nella propria passione. Perché la magia che avviene supera sempre le nostre fantasie e accadono cose che vanno ben oltre le nostre aspettative. Ognuno di noi ha i suoi sogni nel cassetto ma è l’impegno giornaliero che ti porta sulle frequenze giuste perché ciò che speri accada davvero. Poi la musica, come immagino lo sport, richiede una passione che supera orari prestabiliti e purtroppo anche i rapporti di amicizia o sentimentali pagano un po’ il prezzo della nostra assenza. 

 

Un classico che non tramonta mai...per quale squadra tifi?
Sono patito fin da piccolo del basket NBA e se in gioventù ero tifoso sfegatato Lakers, oggi mi piace più seguire i singoli giocatori di cui mi innamoro.  Ja Morant, Jayson Tatum e Jaylen Brown sono tra i miei preferiti. Curioso che un paio di questo siano dei Celtics, storici “nemici” dei Lakers

 

Segui, da appassionato, anche altri sport?
Amo tantissimi sport, il mio grande Amore è l’equitazione. Soprattutto le competizioni di monta vaquera, monta tradizionale spagnola, ma soprattutto il lavoro nel campo da cui poi nascono queste gare. 

 

Il tuo genere musicale, il rap, viene associato agli Urban Streets Sport, in special modo a skate e basket...un luogo comune o è la giusta colonna sonora di queste discipline?
Prima del rap mi sono innamorato del basket e successivamente dello skate. Chissà come mai sono così strettamente legate queste discipline. Lo skate è sicuramente espressione della strada. Nel senso stretto del termine visto che impari a conoscere perfettamente marciapiedi, gradini e le buche sull’asfalto. Quando ero piccolo il mondo dello skate era legato all’hardcore di gruppi come Suicidal Tendencies, Ramones. Siamo stati tra i primi ad avere nelle cuffie il rap tra gli skaters. È stato bello vedere nel tempo come lo skate si sia legato a doppio filo con il rap. 

 

Avendo raggiunto la bella età dei 50 anni, trovi il tempo per praticare sport?
Assolutamente, a maggior ragione oggi rispetto a quando ero più giovane e sempre fresco. A parte gli scherzi, mi aiuta a tenere lontano lo stress e soprattutto ad affrontare i live che fisicamente sono impegnativi. Amo il Kung Fu che unisce allenamento ed equilibrio psico fisico in modo eccezionale. La pratica del Chi-Kung legata a questa disciplina ristabilisce una pulizia e un potenziamento energetico che trovo indispensabile. Ultimamente ho iniziato a fare un po’ di pesi per mettere su un po’ di massa e a maggior ragione diventa fondamentale un lavoro di mobilità e meditazione che scioglie tutte le tensioni muscolari ed emotive. 

 

È mai stato un Evento sportivo fonte di ispirazione per un tuo brano?
Non direttamente ma tutte le partite di basket che seguo, così come alcuni eventi di Skate a cui ho assistito sono parte fondamentale della mia formazione. Tutte queste emozioni finiscono naturalmente nelle mie rime. 

 

I Sottotono, con Big Fish, hanno fatto la storia del rap. Per lavorare in un duo ci vuole uno spirito di squadra come in un vero spogliatoio...
Hai perfettamente ragione. Se non c’è affiatamento non nasce la magia. Io e Fish abbiamo caratteri che definirei diametralmente opposti, questa forse è stata proprio la nostra forza. Entrambi abbiamo una grande sensibilità che poi credo sia una componente fondamentale per un artista. Un gruppo comunque è un vero e proprio matrimonio, difficile da tenere in piedi sulla lunga distanza ma il legame che si crea è indissolubile. A volte non ci vediamo per qualche anno, ma quando ci incontriamo non sembra passato un giorno. 

 

Gli allenatori dicono sempre "più importante di questa partita è la prossima..." alla soglia dei 35 anni di carriera dove trovi gli stimoli per fare ancora tanta musica...
Bellissima frase! Rende bene l’idea, dico sempre anche io che raggiunto un risultato stai già pensando al prossimo. Ma bisogna davvero imparare a godersi ogni momento, se no rischi di sentirti sempre un po’ frustrato. Per quanto riguarda gli stimoli se mantieni una mente giovane e aperta lì avrai anche alla soglia degli ottanta. Tanti miei miti oggi sono dei vecchietti un po’ pazzi in cui leggi nei loro occhi ancora tanta voglia di scoprire, mettersi in gioco e reinventarsi. 

 

Sei tornato quest'anno a Sanremo e su molti altri palchi, cosa ci dobbiamo aspettare nel prossimo futuro...

Palchi su palchi, session in studio, album nuovi e sorprese che ancora neanche io so. Prima ero un po’ più pratico e organizzavo attentamente ogni passo. Oggi sto davvero vivendo un eterno presente. La mia grande passione, esperienza e riconoscenza da parte di tutta la scena continua a portarmi giornalmente nuove avventure. Sto davvero mettendo tanto impegno in ogni giornata, lavoro al meglio sul momento e lascio che sia l’universo a guidarmi verso i progetti che prendono il volo da soli. Tante sono state le delusioni in così tanti anni di carriera, ma ho capito con il tempo che alcuni passaggi sono importanti per te, altri invece vengono accolti anche dal pubblico ed entrano nelle loro vite. Ma non per questo un progetto è più riuscito o meno importante di un altro che, secondo il mercato, non ha funzionato. Con l'arrivo dell'anno nuovo in primavera uscirà il mio prossimo album e sono curioso di questa nuova avventura con Shablo, che produrrà tutto l'album e con cui si è consolidata una grande stima reciproca oltre che una bella amicizia. 

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