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10 cose che non sai di Dario Argento


di Elena Oddino

Un mito, il maestro del brivido, da decenni un dispensatore di “incubi” cinematografici. Dario Argento, 80 anni appena compiuti il 7 settembre, ai film horror e thriller ha dedicato tutta la sua carriera. Regista, sceneggiatore, produttore, è un artista che il mondo ci invidia. E che ad 80 anni ancora continua a fare progetti, scrivere soggetti, programmare riprese. Già è infatti in preparazione il suo prossimo film, “Occhiali neri”, il cui set è stato fermato momentaneamente causa Covid, che si svolgerà tra la Francia e gli Stati Uniti. Un ritorno al “giallo” per Dario Argento, e alla regia dopo 8 anni. Perché neppure la pandemia gli fa paura. Del resto come potrebbe, lui è il king del brivido. Ma siete sicuri di conoscerlo bene? Ecco 10 cose di Dario Argento che forse non conoscete. E buon compleanno maestro!

1 – Figlio d’arte – Dario Argento è nato a Roma il 7 settembre 1940, sotto il segno della Vergine. Il padre, Salvatore, era critico e produttore cinematografico. La mamma, Elda Luxardo, brasiliana, una famosa fotografa di moda. In casa sua passavano attori, divi, registi e vip, per cui sin da piccolo Dario ha respirato aria di arte e cinema. Amava leggere, era magro, mangiava poco, fece anche il boy scout, e presto capì cosa avrebbe voluto fare nella vita.

2 – La malattia – a 11 anni lo tenne a letto per mesi una seria febbre reumatica, e fu in quel periodo che Dario costruì le fondamenta del suo bagaglio letterario. Il giorno i genitori uscivano per lavoro e lui ne approfittava per leggere. Divorò tutti i libri della biblioteca del padre, tutto William Shakespeare, Cyrano de Bergerac, fino all’incontro con Edgar Allan Poe. Un giorno gli capitarono in mano “I racconti del terrore”. Ne uscì scosso. Da allora i suoi gusti letterari presero una svolta, e nacque la passione per le storie inquietanti.

3 – La fuga da scuola - al secondo anno di Liceo Classico Argento decide di scappare di casa. Era annoiato dagli studi, solo il cinema lo attraeva, ed il buio delle sale dove si chiudeva a divorare film. Scappò a Parigi e per mantenersi visse di espedienti, facendo anche il lavapiatti. Poi nel 1957 torna in Italia, inizia a collaborare con “L'Araldo dello Spettacolo”, occupandosi di teatro e cinema. In questo periodo si appassiona ai film horror di Hitchcock, Fellini e Antonioni, e nei primi anni ‘60 viene assunto come critico cinematografico dal quotidiano Paese Sera. Ma inizia anche a collaborare alla stesura di copioni film, tra cui “Metti, una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi, ”Scusi, lei è favorevole o contrario?” di Alberto Sordi, e “C'era una volta il West”, di cui scrive il soggetto con Bernardo Bertolucci e Sergio Leone. Fino all’esordio da regista, nel 1969 con “Un esercito di cinque uomini”.

4 – Una carriera strepitosa – Impossibile elencare tutti i suoi film. Argento ha dedicato al cinema horror e thriller quasi tutta la propria produzione. E non si contano i suoi successi che hanno conquistato anche l’America e il Giappone. Tra i suoi cult, la Trilogia degli animali con “L'uccello dalle piume di cristallo”, del 1970, “Il gatto a nove code” e “4 mosche di velluto grigio”, del 1971. E poi “Profondo rosso” (1975), la trilogia delle Tre madri, con “Suspiria”, del 1977, “Inferno”, del 1980, e “La terza madre”, del 2007. Oltre a “Trauma” (1993), “La sindrome di Stendhal”, ”Opera”, “Il cartaio”, fino all’ultimo, “Dracula 3D”, del 2012.   

5 - Vita privata - Dario Argento si è sposato due volte. La prima nel 1966 con Marisa Casale, da cui è nata la prima figlia, Fiore. Poi il regista ha avuto una relazione con l’attrice Daria Nicolodi, da cui ha avuto la seconda figlia Asia Argento. Infine nel 1974 si è sposato una seconda volta con Marilù Tolo, ma il matrimonio è durato solo pochi mesi.

6 – Papà e nonno – Dario Argento è stato un ragazzo padre delle sue figlie, Asia e Fiore, che ha cresciuto quasi da solo. E’ stato un papà attento e premuroso, legatissimo anche oggi alle sue figlie con cui sono stati insieme dall’infanzia sino a che non sono andate a vivere per conto loro. ”Sono stati anni stupendi, fatti di vacanze insieme, teatro, passeggiate”, ha detto il regista. Asia ha reso Argento nonno di due bimbi, Anna Lou, nata nel 2001 dal suo legame con il musicista Morgan, e Nicola Giovanni, avuto nel 2008 dal regista Michele Civetta.

7 - Suicidio - Nell'inverno del '76 il regista viveva in una suite dell'hotel Flora a via Veneto a Roma. Dopo una festa con attrici e collaboratori, Argento ha raccontato di essere stato attratto dalla finestra, con un richiamo simile a quello che Ulisse captò dalle sirene. Il regista confessò anni dopo nel suo libro, “Paura”, di aver provato una fortissima voglia di gettarsi nel vuoto. E che per questo, decise di barricarsi nella sua stanza mettendo i mobili davanti alla porta finestra e chiedendo ai camerieri di non spostare nulla.

8 – La paura – Anche il re del brivido ha avuto le sue paure. La prima, da bambino, in casa. “Avevo paura solo di un corridoio”, ha confessato nel suo libro. “Non avevo paura del buio ma del corridoio. La mia camera da letto era l’ultima giù in fondo, quindi non avevo scampo: dovevo attraversarlo interamente”. Argento confessa di temere più le malattie psichiche che quelle fisiche. Si, la morte lo spaventa, ma anche i piccoli terrori quotidiani molto comuni, che rielabora di notte trasformandoli in incubi. “La mia salvezza”, ha detto Argento, “è stata dare a queste paure una dimensione artistica, letteraria”. Il regista che è credente e praticante, ha scritto nel suo libro, che la paura ha un che di erotico, in certi momenti è quasi pornografica. “Io ho un buon dialogo con la mia metà cattiva”, ha detto, “non tutti sanno d’averla e solo alcuni la vivono in modo malvagio. Io, invece, la riconosco e ci parlo. Dio mi ha dato questo dono”.

9 - Il carcere – Il 19 giugno 1985 insieme alla compagna Daria Nicolodi il regista venne arrestato per il possesso di 23 grammi di hashish. I due passeranno due notti nel carcere di Regina Coeli, e verranno poi assolti trattandosi di consumo personale e non di spaccio. “Il carcere? Come andare in collegio, ma la privazione della libertà è terribile”, disse poi Argento.

10 - Mani – Sapevate che spesso le mani che uccidono nei suoi film sono proprio quelle del regista? Sì, Dario Argento spesso ha prestato le sue mani al personaggio del killer nell’atto di uccidere una sua vittima. Il motivo? Lo ha spiegato lo stesso Argento: “Io sto nella mente dell’assassino, so come si fa. Ci vuole un certo vigore. Mi appassiono anche. Penso di aver ucciso duecento persone!”.

 

 

 

 

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