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  • LAURA CHIMENTI

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Il ritorno del grande tennis

Dal 20 giugno a Todi tornano i campionati italiani assoluti di tennis dopo 16 anni

Incontriamo Donatella Tesei, Presidente della Regione Umbria, Marcello Marchesini, Presidente del circolo di tennis di Todi che ospiterà l’evento e Paola Agabiti Urbani, Assessore Sport, Cultura

e Turismo della Regione Umbria.

Presidente, gli Assoluti di Tennis a Todi potranno essere un primo passo per il ritorno dei turisti in Umbria post Covid? 

Assolutamente sì. L’Umbria è stata in assoluto una delle Regioni meno colpite dal covid-19 e può rappresentare la meta ideale per una vacanza tra arte, cultura, natura, eno-gastronomia e, perché no, sport. Crediamo che proprio in questo particolare momento le specificità del territorio umbro, che offre una sorta di distanziamento naturale, possano essere scoperte e apprezzate dai viaggiatori e dai turisti. È questo il senso della campagna di promozione turistica “Umbria, bella e sicura”, attraverso la quale abbiamo mostrato tante belle immagini di una terra dove la storia si incontra con la contemporaneità. I Campionati assoluti di Tennis saranno, da questo punto di vista, un’ulteriore occasione per far conoscere e apprezzare le tante eccellenze umbre.

Todi è considerata la città più vivibile al mondo. Dopo lo tsunami della pandemia è un bel segnale che lo sport italiano riparta ufficialmente proprio da qui...

È un bellissimo segnale. L’Umbria ha una grande tradizione sportiva, testimoniata dai tanti atleti che danno lustro alla nostra Regione e dalle capacità organizzative delle società e delle associazioni che operano nel territorio. L’evento di Todi conferma queste peculiarità e sono certa che potrà essere l’occasione per accreditare l’Umbria quale palcoscenico ideale per manifestazioni ed eventi di livello nazionale e internazionale.

Quanto sono importanti gli Eventi sportivi per l’economia di una Regione come l’Umbria?

Ritengo che possano essere un eccezionale volano per l’intero tessuto produttivo regionale. Mi riferisco quindi al turismo, al commercio, all’artigianato, all’agricoltura, al settore dei servizi e a quello culturale. Sono certa che gli atleti e gli spettatori che verranno a Todi, così come a Perugia la settimana successiva, potranno vivere un’esperienza all’insegna dell’accoglienza e dell’ospitalità, elementi fondamentali della nostra comunità regionale.

Nei prossimi anni saremo tutti chiamati a rivedere stili di vita, modelli e modalità organizzative, anche rispetto ad eventi e competizioni sportive. Per questo credo che la candidatura dell’Umbria per ospitare manifestazioni di alto livello possa essere un’ipotesi concreta e particolarmente interessante.

È un’appassionata di tennis o di qualche altro sport?

Nella mia famiglia si è sempre praticato e seguito molto lo sport. Lo considero un’insostituibile palestra di vita e un elemento fondamentale per la qualità e il benessere sociale. Personalmente avendo negli ultimi tempi poche possibilità di praticarlo, come invece facevo in passato ad esempio andando a sciare, devo ammettere che più che praticare l’ho seguito, apprezzando particolarmente anche l’affermazione crescente delle atlete italiane dal tennis al calcio, passando per il nuoto, l’atletica e la scherma. Lo sport, in generale, è una dimensione affascinante che attraverso un suo filo invisibile mette in connessione i grandi atleti con i dilettanti e gli amatori che sono poi le fondamenta dello sport stesso.

 

MARCELLO MARCHESINI

Presidente, una bella responsabilità quella di essere il promoter della ripartenza ufficiale del tennis in Italia. Farà da padrone di casa nel suo storico circolo...

 

Una responsabilità ma soprattutto un onore ospitare a Todi i Campionati Italiani Assoluti, assenti ormai da 16 anni. Quando il coronavirus ha fermato il tennis internazionale, annunciando la sospensione dei calendari ATP e WTA fino a data da destinarsi, ci siamo chiesti fin da subito come poter far fronte a questo lungo ed obbligato stop. Fiduciosi nel vantaggio temporale che l’Italia avrebbe avuto sulla diffusione e quindi sul contrasto del virus rispetto agli altri paesi, abbiamo ideato, in collaborazione con la Federazione Italiana Tennis, un circuito nazionale per tornare il prima possibile in campo, nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie. Con l’idea del circuito MEF Tennis Tour, si è quindi presentata la possibilità di riportare in campo gli Assoluti, che segneranno di certo una pagina di storia del tennis italiano e siamo orgogliosi di poterli organizzare. Negli ultimi 13 anni, abbiamo organizzato 41 tornei, di cui 22 ATP Challenger. 6 ITF femminili e 2 maschili. Uno dei nostri principali obiettivi è quello di essere vicini alle necessità dei giocatori e delle giocatrici, offrendo loro la possibilità di competere in ambienti stimolanti e adeguati alle loro esigenze di professionisti. È proprio con questa visione che in questi ultimi anni stiamo sperimentando nuove opportunità dedicate ai professionisti o aspiranti tali, dapprima con il lancio dei tornei “Race to MEF Challenger”, avvenuto nel 2019, al fine di assegnare wild cards nei tabelloni principali dei nostri Challenger, e oggi con il MEF Tennis Tour, che vuole dare la possibilità ai tennisti di ritrovare la continuità agonistica persa negli ultimi mesi.

Todi è la prima tappa. Dopo c’è Perugia... Quale saranno le novità del regolamento post Covid al Mef Tennis Tour? 

Cominceremo a Todi, il 20 giugno, con i Campionati Italiani Assoluti. Parteciperanno al torneo 32 giocatori e 16 giocatrici nel tabellone principale e 48 giocatori e 24 giocatrici nei tabelloni di qualificazione. La finale invece è prevista per domenica 28 giugno. Già dal 27 giugno parte del nostro staff sarà a Perugia ad accogliere gli atleti per la seconda tappa del MEF Tennis Tour. Abbiamo pensato di mantenere il format degli Assoluti, per dare continuità. La novità delle tappe successive a Todi sarà la partecipazione straniera. Ai tornei possono dunque iscriversi giocatori sia italiani che non, grazie alle nuove aperture che il ‘post Covid’ sta permettendo. I turni di qualificazione accoglieranno 32 giocatori e 24 giocatrici nel tabellone di qualificazione. Per tutte le tappe saremo in campo senza raccattapalle e giudici di linea, in modo da assicurare il pieno rispetto del distanziamento sociale. La priorità è la salute di tutti. Agli atleti sarà consegnato un‘Welcome Kit’ che comprenderà mascherine, guanti e asciugamani personali. Lo staff lavorerà in sicurezza grazie all’utilizzo di mascherine e pannelli in plexiglass. In ultimo, sarà possibile un accesso contingentato del pubblico, che sarà gestito secondo le direttive che le autorità locali ci hanno illustrato. 

Come è nata l’idea di far rinascere, dopo 16 anni di assenza, gli Assoluti Italiani di Tennis?

Da quando l’attività professionistica internazionale non ha visto più soste, i Campionati Assoluti sono andati perdendosi e mancavano ormai da 16 anni. In un momento come questo, nel quale ATP e WTA sono state paralizzate dalla pandemia, riportare in campo quello che era il più prestigioso appuntamento del tennis italiano è stata una trovata eccezionale. Grazie all’appoggio della Federazione Italiana Tennis, questo è stato possibile. Siamo certi che questo appuntamento mostrerà la solidità di questo sport, facendo ritrovare giocatori, giocatrici, coach e tecnici insieme, uniti in un momento tanto eccezionale quanto difficile per ognuno di noi. 

Ritiene che i riflettori sulla terra rossa, possano essere una straordinaria vetrina per la prossima estate dell’Umbria?

 

Assolutamente sì. Se uno dei nostri principali obiettivi è quello di offrire la nostra professionalità ai giocatori, ugualmente importante per noi è la valorizzazione del territorio. Abbiamo lavorato per anni nel settore del turismo, specialmente in quello che riguarda l’incoming, e abbiamo costruito i nostri eventi tennistici sostenendo la forza del binomio ‘tennis-turismo’. L’Umbria è una regione unica dal punto di vista paesaggistico, enogastronomico, religioso e culturale e cominciare la nostra stagione sulla terra rossa ‘in casa’ raddoppia l’entusiasmo. Ci aspettiamo almeno 200 persone, fra atleti, accompagnatori, arbitri e tecnici, che soggiorneranno nelle città ospitanti i tornei, generando un movimento turistico da non sottovalutare, soprattutto in questo periodo. Stiamo ricevendo richieste da parte di fans provenienti da tutte le parti d’Italia e crediamo che l’Umbria, nello specifico Todi e Perugia, possano accogliere in condizioni di assoluta sicurezza gli appassionati che decideranno di seguire le manifestazioni. Colgo l’occasione per ringraziare il Comune di Todi e la Regione Umbria per sostenerci in questo progetto di rilancio.

 

PAOLA AGABITI URBANI

Il tennis ha scelto l’Umbria per ripartire dopo un lungo periodo di stop. Una pausa a cui siamo stati tutti obbligati e che ha inevitabilmente modificato le normali programmazioni. 

 

I Campionati Italiani Assoluti di tennis, in programma a Todi, sono la conferma tangibile che con responsabilità e coraggio si può ora tornare a progettare. La scelta della Federazione Italiana Tennis rappresenta quindi un esempio incoraggiante e la conferma che la vocazione sportiva dell’Umbria è ben salda nel suo Dna. Ce lo dicono i tanti atleti che hanno esaltato la nostra regione a livello nazionale e mondiale; ce lo confermano ogni giorno le tante società sportive, attive nelle diverse specialità agonistiche e dilettantistiche, con la loro attività sportiva e, insieme sociale. L’appuntamento di Todi, e quello immediatamente successivo di Perugia, assumono, in questo quadro e in questo particolare contesto, una rilevanza ancora maggiore. È un motivo di vanto per il nostro territorio e per la sua capacità organizzativa, ma è anche una straordinaria opportunità per promuovere il territorio dal punto di vista turistico. Una Regione bella e sicura, come non ci stancheremo di ripetere, che sa coniugare arte, cultura, sport, enogastronomia e sostenibilità con i suoi paesaggi incontaminati e unici. Un patrimonio da scoprire e da apprezzare nella completa serenità partendo proprio dall’occasione eccezionale degli Assoluti di tennis, che tornano a svolgersi dopo 16 anni di stop. Si tratta di una preziosa opportunità per l’Umbria, oltre che un auspicio per tornare, in piena sicurezza, alla normalità, partendo proprio dallo spirito che anima tutti gli sportivi.

Il tennis insegna che la partita non è finita finché non si stringe la mano all’avversario. Oggi quella stretta di mano è a distanza, ma prima di arrivare a quel momento, sappiamo che abbiamo molti colpi da poter giocare per vincere la partita fondamentale della ripartenza. 

 

 

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