• Il ritorno del grande tennis

    Il ritorno del grande tennis

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  • LAURA CHIMENTI

    LAURA CHIMENTI

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LAURA CHIMENTI

Appena rientrata da Sanremo. Abbiamo visto Amadeus più volte fare gag sul mondo del calcio insieme a CR7. Anche in un festival musicale, lo sport è un detonatore di ascolti?

Beh direi di si... se pensiamo a Sanremo, momenti molto divertenti sono stati quelli in cui Djocovic ha palleggiato con Fiorello sul palco; il pubblico ha apprezzato tantissimo perché non è abituato a vedere i campioni al di fuori del loro contesto naturale che sia un campo verde o in terra rossa. La presenza di CR7 è stata meno coinvolgente, perché lui sembra un tipo più timido, quindi non è stato coinvolto oltre le normali aspettative. Sicuramente, però, hanno colpito i momenti in cui usciva il suo lato romantico, come quando Georgina dal palco è scesa in platea e i due si sono abbracciati.

Vediamo sempre più donne condurre trasmissioni sportive. Saresti pronta ad entrare in questo mondo? 

Penso che in tutti i settori serva una buona preparazione. Io sono una che pratica molto sport ma che ne segue poco, preferisco continuare ad occuparmi di economia.

Condurre il TG1 delle 20.00 è il ruolo di punta di una grande redazione giornalistica che devi interpretare da sola. Sei un po’ come un portiere di calcio?

Non è vero; il pubblico vede solo me, ma dietro c’è un lavoro di squadra importante che coinvolge l’intera redazione a partire dai servizi che sono confezionati dai colleghi fino ad arrivare al supporto che si ha dietro le quinte. La redazione su cui faccio più affidamento durante la conduzione è il “coordinamento”. È lì che si decidono le sorti del giornale. Abitualmente, quando si conduce il Tg, si indossa un teller che è uno strumento di ritorno audio che mette in comunicazione lo studio dove ci troviamo noi conduttori e la regia; da lì ci viene comunicato se c’è una notizia dell’ultimo minuto o un cambio di scaletta, se un servizio non è pronto e bisogna andare oltre per poi tornare su quella notizia, se ci sono problemi con un collegamento in diretta da qualche parte del mondo… direi che non sei mai solo!

Hai un passato di sport? Trovi ancora il tempo per fare attività sportiva? 

Un tempo lo sport era il mio pane quotidiano, passavo le giornate sui campi di tennis, in piscina a fare nuoto sincronizzato, ero più giovane e non ero mamma; ho provato anche il golf... è uno sport che mi intriga parecchio perché amo la natura e concentrarmi sulle cose. In tal senso il golf richiede tanta concentrazione e penso che se trovassi il tempo per dedicarmici come si deve, potrei anche riuscire: il lavoro sempre più impegnativo e la vita familiare mi hanno imposto nuovi orari, ma non rinuncio mai alle mie 3 ore a settimana tra nuoto, acquagym, potenziamento in palestra, tutto ciò mi serve a mantenermi in forma ma soprattutto a scaricare le tensioni.

Hai il cuore che batte per dei colori calcistici?

Il mio cuore sarà sempre biancoceleste…

Hai colpito tutto il Paese al Festival per la lettera alle tue 3 figlie. Quanto è importante la pratica sportiva nella crescita delle tue ragazze?

Fondamentale. Le mie ragazze praticano tennis, nuoto e sci. Sanno che lo sport serve ma soprattutto vedono me praticarlo e il miglior insegnamento che un genitore può dare, come in tutte le cose,  è l’esempio; sullo sport sono determinatissima e su questo, come su tante altre cose, non transigo… l’unica cosa che mi dispiace è che sono tutti sport solitari e non di squadra, ho provato con la pallavolo ma non mi hanno assecondato, però penso che lo sport deve  essere un piacere non un’imposizione… quindi va bene che pratichino quello che desiderano.

Quale notizia sportiva sogni di leggere un giorno in apertura del TG1? 

 Che la Lazio ha vinto lo scudetto…

Ci sono dei colleghi che ti hanno affiancato, più di altri, nella tua crescita professionale?


Sì, certamente. Innanzitutto il mio ex capo redattore della redazione economica Dino Sorgonà. Un Maestro con la “m” maiuscola, è stato lui a prendermi la mano e ad insegnarmi l’abc del giornalismo economico. Tutto iniziò quando, ancora nella redazione di Unomattina, realizzai un servizio sul crollo della borsa di Wall Street del 1929… lui rimase affascinato dalle immagini che utilizzai e gli piacque il modo in cui avevo confezionato quel servizio, tanto che mi chiese se volevo lavorare nella redazione che lui guidava; accolsi con entusiasmo la sua proposta…  ebbene sì, sono ancora lì dopo 20 anni, mentre lui ora non è più in Rai, ma ci sentiamo spesso ed è sempre pronto a darmi i giusti consigli per tutte le questioni professionali che devo affrontare. La mia vita professionale è stata segnata anche dalla presenza incisiva di due Direttori importanti per la mia testata. Il primo a credere nelle mie capacità come conduttrice è stato Clemente Mimun. Fu lui ad assumermi e fu sempre lui a mettermi in conduzione al mattino nella fascia oraria dell’edizione delle 06:30 (ero incinta della prima figlia 14 anni fa) e mi ricordo molto bene che subito dopo la conduzione mi chiamò facendomi i complimenti ma con tono perentorio mi disse: “togliti quegli orecchini”, era un modo per insegnarmi che in video vince la sobrietà. Non posso dimenticare, poi, Augusto Minzolini, è stato lui che decise che era ora che anche i giovani potessero emergere in video. La sua fu una vera e propria “lenzuolata”, nel senso positivo del termine. Con lui tanti giovani colleghi hanno avuto la possibilità di esprimersi come conduttori. Chi ha messo lui in video ancora è lì, significa che la decisione fu quella giusta. Dal passato al presente, ringrazio il mio attuale direttore Giuseppe Carboni che mi ha dato l'opportunità di partecipare a Sanremo, l'evento più importante per la Rai.

 

Prossimi obiettivi professionali?

Mi piace quello che faccio, è il massimo a cui possa aspirare un giornalista televisivo con la conduzione del TG1 delle 20:00, ma allo stesso tempo sono sempre pronta ad accogliere, se mai dovesse arrivare, qualunque proposta da parte dell’azienda che tenga conto della mia professionalità e delle mie naturali inclinazioni; in Rai ci sono tante  occasioni ed i modi di esprimersi come giornalista sono diversi.

 

 

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